Manicotti e inchiostro

Manicotti e inchiostro

2 Marzo 2026 0 Di Lidano Grassucci

Tutto questo mondo per cui ci affanniamo è caduco.
Finirà quando finiremo noi.
Chiedersi del tempo futuro è inutile: sarà sempre tempo presente.
Ammetto che non vorrei andarmene senza sapere dove si va a finire,
ma è inevitabile che ci sarà una continuità che non mi comprenderà più.
Allora prendo le poche cose che mi restano, ormai non sono tante.
Nella vita passano volti, idee, frastuoni,
ma alla fine si resta comunque soli.
Si nasce in due, si muore soli.
Si vive cercando compagni di viaggio,
eppure spesso manca il coraggio e ci si ferma, uno dopo l’altro.
Dicono che esista un percorso giusto e uno sbagliato. Forse è vero.
Io non lo so più.
È tempo di partire.
Tempo di caricarsi di nuovo il fardello e fare i conti col tempo che resta.
Mi guardo allo specchio: un vecchio signore, mai stato bello, mai davvero presente.
Uno di quei banali signori dei romanzi danubiani, impiegati asburgici
che credevano il mondo non rotondo, ma quadrato come una scrivania.
Metto i manicotti per non sporcare la giacca di inchiostro
e disbrigo le ultime pratiche.
Travet.
E così va il tempo.