Iran: guerra di fake news!

Iran: guerra di fake news!

9 Marzo 2026 0 Di Davide Venditti

Nei social network e nei canali mediatici vicini a Teheran stanno circolando in queste ore diversi video che mostrerebbero presunti attacchi riusciti contro obiettivi militari e infrastrutture strategiche Americane. Le immagini vengono diffuse con grande rapidità e accompagnate da narrazioni che parlano di colpi decisivi, di basi colpite e di capacità militari rimaste intatte nonostante l’intensità dello scontro. Tuttavia molte di queste sequenze appaiono scollegate dal contesto reale delle operazioni sul campo e in alcuni casi sembrano provenire da esercitazioni, vecchi filmati o ricostruzioni digitali.

Il meccanismo è quello classico della guerra dell’informazione. Quando un conflitto entra in una fase di forte pressione militare, il controllo della percezione diventa quasi importante quanto il controllo del territorio. Diffondere immagini di attacchi riusciti serve a sostenere il morale interno, a dimostrare alla popolazione che lo Stato continua a colpire il nemico e, allo stesso tempo, a costruire una narrativa politica verso l’esterno, che convinca dissidenti politici, criminali e chi è contro alla democrazia a compiere atti di terrorismo. In questa narrativa gli Stati Uniti e Israele vengono indicati come i principali avversari strategici, mentre ogni video diventa uno strumento simbolico per dimostrare che l’Iran mantiene capacità offensive e autonomia militare nonostante la pressione occidentale, oltre a legittimizzare il proprio potere nel medioriente.

La dimensione mediatica di questo confronto è ormai parte integrante dello scontro geopolitico tra Teheran, Washington e Tel Aviv. Ogni immagine diffusa online tenta di produrre un effetto preciso: rafforzare la legittimità interna del regime iraniano, alimentare la percezione di vulnerabilità dei suoi avversari e allo stesso tempo mobilitare un pubblico internazionale sensibile alla narrativa anti-occidentale. In questo scenario il conflitto non si combatte soltanto con missili, droni e operazioni militari, ma anche con video virali, meme, narrazioni digitali e battaglie per il controllo dell’informazione globale.