Chi vince il referendum? Chi puo’ sapere cosa ancora non succede

Chi vince il referendum? Chi puo’ sapere cosa ancora non succede

17 Marzo 2026 0 Di Lidano Grassucci

 

Chi vince il referendum?

​Non c’è nessuno che possa saperlo, perché il voto è ancora lontano; sarebbe come voler predire una morte quando si è ancora in vita e in salute. Tutto è possibile, e io cerco solo di scorgere nel presente qualche traccia di futuro.

​Partiamo da un fatto: durante la Prima Repubblica era quasi impossibile scovare un elettore della DC. Eppure, a urne chiuse, il partito portava a casa almeno il 36% dei voti — sei punti in più di quanto raccolga oggi Giorgia Meloni. Esiste, insomma, uno storico “elettore silente”. Un tempo dichiararsi democristiani nei salotti “giusti” non era di moda; oggi, allo stesso modo, non è considerato “cool” ammettere una posizione che vada controcorrente rispetto al coro mediatico del “no”.

Le persone spesso non dichiarano la propria scelta per non finire nel tritacarne del giudizio sociale.

​Naturalmente, parlando di ieri per ipotizzare il domani, mi arrogo una capacità profetica che non esiste. A volte capita che un’improvvisa ondata emotiva travolga ogni previsione. Accadde nel 1984, quando la morte di Enrico Berlinguer spinse il PCI al sorpasso durante le Europee.

​Dunque, chi può dirlo? Tutti speriamo di veder rispecchiate le nostre ragioni nei risultati. Se guardiamo ai numeri, sommando i sondaggi del centrodestra ai dissidenti del PD, Azione, Italia Viva, radicali e socialisti, si parte da una base solida (attorno al 46% del centrodestra da solo) Eppure, sul web e sui giornali, il “no” sembra fare molto più rumore.

​Chi vince? Posso solo dirvi che, in ogni caso, nulla sarà più come prima. Come con il divorzio, questo referendum cambia.