Ciao Carlo che bel fischio ci hai lasciato
15 Aprile 2026Batteva il vassoio di metallo per terra, di tanto in tanto, e fischiava. Il cibo era vero, non sapeva di esotico perché nutriva e non illudeva. Lui metteva nel piatto, fischiava e sbatteva i vassoi di metallo per fare viva la sera. Quel rumore sovrastava ogni cosa, e il vassoio sbattuto diventava quasi una campana che annunciava il momento del riposo della bocca per mangiare.
Carlo, al secolo Carlo Nanni, ci ha lasciato oggi. Il suo locale era sotto il torsolo che resta del Monticchio, quello che fu di Sermoneta. La gente andava lì per nutrirsi, per parlare e per sentirlo fischiare.
Nulla di quello che faceva Carlo era uguale agli altri. La cucina era genuina, senza avocado, senza bisogno di croccantezza o di effetti speciali. Era soltanto una trattoria dove si mangiava bene, e nient’altro era preteso.
Se ne va un pezzo di storia di Sermoneta: quella Sermoneta contadina che si era fatta industriale, dove il mangiare in campagna non lo portavi da casa, ma andavi a mangiarlo fuori.
Grazie Carlo, che hai reso la cucina una cosa semplice, che non impegnava. Tanto che ci potevi pure fischiare sopra.
Buon viaggio, Carlo. E ogni tanto fischia, che ti ascoltiamo.


