Latina ha bisogno di essere madre: Latina mater… Genesi

Latina ha bisogno di essere madre: Latina mater… Genesi

5 Maggio 2026 0 Di Lidano Grassucci

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Riflessioni sulla genesi del nome dell’Associazione e del Concorso Internazionale di Fotografia Città di Latina.

​Durante la presentazione della quarta edizione del premio, Bruno Bulgarelli ha ricordato come il nome Latina Mater sia nato da una mia proposta. È vero, e credo sia giunto il momento di spiegarne le ragioni profonde.

​La ricerca di un’identità generatrice

​La prima ragione nasce da una suggestione umana. Latina vanta diversi “padri” — figure come Cencelli o Mussolini — e una schiera di coloni e bonificatori. Ma alla città è sempre mancata una Madre.

Se Roma ha la Lupa, Milano il Biscione, Genova la Lanterna e Napoli il mito di Partenope, Latina necessitava di un simbolo che incarnasse la speranza e la misericordia, un punto di riferimento per le tribolazioni del vivere.

​Una Madre “nel pacchetto” della storia

​In realtà, una madre Latina l’ha sempre avuta: la Mater Matuta. Era qui, nel “pacchetto” di questa terra, ancor prima che la città venisse fondata. Ho creduto fermamente che per diventare davvero “Città”, Latina dovesse trasformarsi in un simbolo generoso di maternità.

​Siamo in una terra dove l’elemento femminile permea ogni strato della storia e del mito:

  • Il Mito e l’Antico: La Mater Matuta, Giunone, Circe, la Regina Camilla.
  • La Storia e lo Spirito: Ninfa, Lucrezia Borgia, Sibilla Aleramo, Santa Maria Goretti.

​Dalla “Patria” alla “Matria”

​Esiste un femminile capace di ribaltare il nostro modo di vedere il mondo. Vorrei che questa terra fosse intesa non come “Patria” (terra dei padri), ma come “Matria” (terra delle madri).

In questa terra di palude, dove il futuro e i bambini diventano mammocci — creature affidate in esclusiva alla cura materna — regna il perdono.

​Dagli eroi agli amori

​Dalla madre dobbiamo partire per trasformare un racconto di eroi in una storia di amori.

Questo luogo non è solo un canale scavato a memoria di un dittatore; è l’esperienza secolare di madri doloranti per ogni figlio consegnato al mondo. Qui non camminano impavidi guerrieri, ma fragili creature accompagnate verso il futuro da madri sacre.

Latina è Madre se sceglie di partorire non “uomini nuovi”, ma uomini umani.