Evaristo Beccalossi e Ajmone Finestra e il supplemento di vivere
7 Maggio 2026Siamo tutti caduchi, abbiamo il tempo segnato; ma in mezzo al tempo che ci tocca viviamo e, a volte, battiamo la morte. La battiamo per un secondo, per un’ora, per un giorno. Giochiamo con il destino fino a beffare la “Signora con la falce”.
Leggo che la figlia di Evaristo Beccalossi ha fatto in tempo a dirgli che l’Inter aveva vinto il campionato: gli avrà fatto piacere, sicuramente, perché viviamo di piccole soddisfazioni, di ragioni e di scelte fatte per non essere banali.
A Latina, una testa caparbia fece una cosa analoga. Aveva vissuto la vita a modo suo — per me dalla parte sbagliata, ma come canta Francesco De Gregori: «Anche dalla parte sbagliata si muore». Lui, Ajmone Finestra, finì i suoi giorni alla fine di aprile, ma “decise” che neanche l’ultimo respiro doveva confondersi con la “parte giusta”. Per morire saltò il 25 aprile, anniversario della Liberazione, per spegnersi il 26: un altro giorno, un’altra storia.
Sono due casi distanti anni luce, vissuti da uomini diversi con ideali in contrasto. Non sono interista, sono antifascista, ma allo stesso modo sono umano. Mi piace pensare che queste umane caparbietà non cambino il finale, ma siano coerenti con il nostro passaggio sulla Terra.
Vivremo tutti per quel che ci spetta, ma talvolta godiamo di supplementi di tempo, solo per non smentire una vita intera.
PS: Alvaro Magni mi ricorda che Ajmone Finestra era interista sfegatato


