Il “Regina Viarum Festival” dell’Appia Antica: non solo una festa, ma un nuovo modello di sviluppo
12 Maggio 2026
Il primo “Festival della Via Appia” si presenta come cinque giorni di riflessione sulla “Regina Viarum”, oggi patrimonio UNESCO e spina dorsale di questa nostra provincia, lunga e stretta; una terra che, citando un noto claim pubblicitario, sembra “costruita intorno a te”.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Lazio attraverso l’Assessorato al Turismo di Elena Palazzo, è un passo nella direzione giusta. È fondamentale mettere in campo politiche capaci di trasformare questa opportunità nella realtà di un nuovo modello di sviluppo culturale, economico e politico. Tuttavia, oggi vorrei soffermarmi proprio sulla “forma festival” e sull’impatto che questo modello può generare.
Prendiamo due esempi emblematici. Il primo è nazionale, anzi internazionale: il Festival di Sanremo. È l’evento che ha cambiato la canzone italiana, traghettandola dalle impostazioni quasi operistiche dei “tenori” e “soprano” mancati ai tormenti dei cantautori, fino ai rapper di oggi. Un festival capace di trasformare radicalmente ciò che esisteva prima.
Il secondo esempio è più vicino a noi: il “Festival della Collina”. Ha portato qui gruppi folkloristici da tutto il mondo, permettendo a migliaia di giovani di incontrarsi e alle nostre comunità di aprirsi all’esterno.
Ecco, il “Regina Viarum Festival” può rappresentare la nuova svolta per un territorio che ha finalmente trovato il suo catalizzatore. È l’occasione per smettere di essere percepiti come uno “spazio vuoto” tra Roma e Napoli, diventando invece l’Appia con una provincia pulsante intorno. Questa è la vera sfida. Un festival? Sì, perché la cultura è incontro, festa e riflessione. È vita, non polvere del passato.


