Attentato a Modena e la follia che non vale per gli ebrei ma giustifica gli altri

Attentato a Modena e la follia che non vale per gli ebrei ma giustifica gli altri

17 Maggio 2026 0 Di Lidano Grassucci

Un uomo si lancia con l’auto sulla folla, poi colpisce selvaggiamente con un pugnale. Viene fermato dai passanti e subito scatta la narrazione: “è un folle, un gesto di pura follia”. E’ accaduto a Modena . L’attentatore è un immigrato di seconda generazione, istruito e integrato. Tuttavia, si omette un dettaglio: la sua fede musulmana. Si tace sulla religione e si parla solo di pazzia.

​Pochi giorni fa, invece a Roma, un ragazzo ha sparato con pallini di plastica contro alcuni militanti dell’Anpi diretti alla manifestazione del 25 aprile. In quel caso il titolo non parlava di “follia” o di una “stupida ragazzata”: si sottolineava subito che il ragazzo fosse ebreo. Nel primo caso l’elemento religioso viene taciuto, nel secondo diventa il fulcro della notizia.

​Non credo sia un complotto deliberato, quanto piuttosto il tentativo “normale” di non incrinare la rassicurante narrazione del “siamo tutti buoni, sono loro cattivi”. Non so se la fede abbia la preminenza sulla follia o sulla rabbia cieca, ma noto che si cerca sempre un ebreo da indicare come malvagio in sé, lasciando salvi tutti gli altri.

​Personalmente, penso che la religione sia l’oppio dei popoli, una salvezza abusiva che cerchiamo di fronte a una morte certa. Eppure, la fede diventa un dettaglio trascurabile quando muove determinati individui, e una causa scatenante quando tocca a un ebreo. Quando la religione si fa unico metro del mondo, finisce per santificare le guerre e trasformare gli altri in miscredenti da eliminare in nome del giusto.

​Sono romano e cattolico, e riconosco le colpe della mia storia: i tempi in cui i nostri dotti disquisivano sull’anima degli indigeni d’America, sulla “perfidia dei giudei” o sulla ferocia del Saladino. Non ho un pulpito da cui giudicare. Ma è evidente che chi decide di scagliarsi con l’auto contro degli indifesi per poi accoltellarli non è semplicemente un folle. È un uomo delirante, mosso da una fede che non rispetta l’umano. Se una religione spinge a questo, è una religione sbagliata. Esattamente com’era sbagliata la mia quando facevamo lo stesso.