Antisemitismo a Latina, il male dentro. Le sei denunce
30 Maggio 2026Latina è apparentemente senza respiro per il caldo, qui quasi non fa freddo mai. Pare di stare a “fiore di Abramo”, come direbbero gli autoctoni, i miei antenati (la frase è di Lidano Di Tullio, padre del mio amico Damiano). Eppure scopri che, in questa filiera che lega il tempo all’uomo, c’è un male profondo e malato: l’odio. Un odio che si veste di bontà, di intelligenza, di apparente disponibilità, ma che in realtà è rivolto solo a se stessi.
Il vero cancro è l’odio per ogni sensibilità che non sia codificata, per ogni pensiero eterodosso, per ogni vita diversa, dimenticando che nessuna esistenza è mai uguale a un’altra.
Sono sionista perché sono un patriota italiano, e il riscatto della mia Patria sarebbe stato nulla senza una Patria per il popolo di Israele. Lo credo fermamente. E credo che ogni Patria, la mia per prima, vada difesa anche con le armi, se necessario. Questo senza pretendere che la mia sia una verità assoluta: è semplicemente la mia visione.
Ma questo non è consentito in una società in cui tutti si professano intelligenti, offendendo proprio l’intelligenza, che o è diversità o non è.
Dichiararsi sionisti, dire di essere con Israele — come faccio insieme agli amici dell’associazione “La scelta per Davide – Latina amica di Israele” attraverso incontri, dibattiti e dichiarazioni — ha scatenato un’ondata di offese, minacce e rabbia. Una deriva tale che la Digos di Latina, diretta da Roberta Silveri che ringrazio, e la Questura, sotto la guida del questore Fausto Vinci, hanno ravvisato in questa ostilità un reato preciso: l’antisemitismo. Un reato grave per la legge italiana, ma ancor prima contro ogni legge umana. Perché iniziò esattamente così, e poi “passarono per un camino” sei milioni di ebrei, e insieme a loro migliaia di rom, omosessuali, massoni, testimoni di Geova, polacchi, socialisti… Iniziò con le parole d’odio, finì con i forni accesi.
E Latina? Abbiamo portato centinaia di ragazzi a visitare i campi di concentramento, ma evidentemente non siamo riusciti a spiegare l’antisemitismo che si annida dentro di noi. Quello che accetta l’ebreo solo se ridotto a larva, prima di diventare combustibile nei campi, ma considera ingiusta la ragazza ebrea che impugna un’arma pur di non morire.
”Dal fiume al mare” significa prenotare la fine di un popolo, negandone l’esistenza. E la Palestina? Era giordana in Cisgiordania, egiziana a Gaza, era ed è araba; eppure nessuna nazione al mondo vuole cancellare la realtà araba nelle sue diverse sfaccettature. La guerra è brutta? È terribile. Com’è stato disumano il 7 ottobre del 2023, con 1.200 ragazzi massacrati in poche ore. Ma erano ebrei, e quindi, per le nostre coscienze e nelle nostre antiche preghiere, implicitamente “perfidi”.
Non abbiamo bisogno di protezione, abbiamo bisogno della nostra libertà. Perché se c’è libertà per noi, c’è libertà per tutti. Nessuno escluso.Comunicato Unione associazione Italia Israele
Gli uomini della Digos di Latina diretti dalla dottoressa Roberta Silveri hanno individuato sei persone denunciate per attività antisemita attraverso la rete social. Da tempo i nostri associati sono presi di mira con insulti legati alla loro attività politica si Israele. Confortati dalla azione celere e puntuale delle forze di polizia a nome della Unione delle associazioni Italia – Israele, della associazione La scelta per Davide , Latina amica di Israele esprimo la gratitudine al questore Fausto Vinci, a tutte le forze di polizia che hanno dato corso . Garantire la libertà di espressione è il segno forte di una democrazia. In particolare segnaliamo la professionalità con cui gli agenti della Digos hanno svolto le operazioni di individuazione delle persone responsabili di questi reati. Un segno forte della capacità delle forze dell’ ordine di garantire la democrazia reale
Attraverso il questore Fausto Vinci e la dirigente della Digos Roberta Silvestri esprimiamo la nostra gratitudine a tutti gli operatori di polizia che garantiscono anche il libero svolgimento delle nostre manifestazioni pubbliche.
Celeste Vichi, presidente Unione associazioni Italia – Israele
Lidano Grassucci, vicepresidente Unione associazioni Italia Israele e presidente di La scelta per Davide, Latina amica di Israele


