Scuole dell’infanzia e elementari: No educazione di genere!
7 Giugno 2026
La scuola torna al centro dello scontro politico. Con l’approvazione del DDL Valditara cambia il modo in cui verranno affrontati i temi della sessualità e dell’affettività nelle aule italiane.
La norma prevede che nelle scuole dell’infanzia e nelle elementari non possano essere svolte attività riconducibili alla cosiddetta educazione di genere. Nelle scuole medie e superiori, invece, per progetti e incontri su sessualità e affettività sarà necessario il consenso informato scritto dei genitori.
Per il governo si tratta di una misura di buon senso. Il principio è chiaro: la famiglia deve sapere e decidere quando si affrontano argomenti che riguardano la crescita personale dei figli. Non una chiusura al confronto, ma il ritorno a una regola semplice: i genitori devono essere coinvolti.
Le opposizioni parlano invece di un passo indietro e accusano l’esecutivo di voler limitare il lavoro educativo della scuola. Una critica che accompagna quasi ogni provvedimento su temi etici e culturali.
Al di là delle polemiche, il dato politico è evidente. Una parte consistente degli italiani non vuole che questioni così delicate vengano trattate senza il consenso delle famiglie. È una richiesta che arriva da anni e che oggi trova una risposta legislativa.
- La discussione continuerà. Ma il messaggio che esce dal Parlamento è già scritto nero su bianco: sui temi che riguardano la formazione affettiva e sessuale dei minori, l’ultima parola non spetta ai dirigenti scolastici, agli esperti o alle associazioni. Spetta ai genitori.


