Isola pedonale a Latina? Cade il tabu’, forse è meglio l’ auto
14 Settembre 2026Latina non è un’isola. La città del ‘900 e il mito infranto dell’isola pedonale
Cosa ne pensi? Il centro di Latina è un’isola, una penisola o mare aperto? Fino ad ora non ha prevalso l’idea, ma l’ideologia. La narrazione del “mondo paradisiaco senza auto”, dove l’automobile è lo sterco del demonio (salvo poi usarla tutti di nascosto). E allora si fa “così fan tutte le città”, per far finta di far suonare Mozart.
Poi, finalmente, qualcuno alza la testa e dice: ma se rimettessimo le auto? L’ultimo in ordine di tempo è il consigliere Alessandro Porzi.
Seguo il suo ragionamento: se un corpo irrorato dal sangue decidesse, per puro pudore, che il sangue non serve più, cosa accadrebbe? Semplicemente decadrebbe.
Latina è auto, è velocità, è il motore dell’idrovora, è la Littorina sui binari, è l’aereo con l’elica che gira pure per dipingere il mondo da lassù. Poi è stata persino nucleare. Il suo animo profondo non sta in un’isola, ma nella prima grande strada del mondo: l’Appia. Allora perché forzarla a essere un’isola se è nata per essere mare, con le sue navi a navigare?
Porzi ha ragione, togliamo l’ipocrisia. Latina non è Artena, dove ci vai col mulo; non è la Promenade des Anglais, non sono i Fori Imperiali e manco via Montenapoleone. Per favore, fatela essere quello che vi ostinate a ripetere che sia: la “città del ’900”. E il Novecento è il secolo dell’automobile, è Nuvolari con la sua Alfa rossa, non è Filippide a piedi da Maratona.
Latina è la Lancia Astura, non le Nike.
E nei dettagli, solo nei dettagli, si nasconde la differenza.


