Tiziano Testa, il cavaliere del ciclismo
23 Maggio 2019 0 Di Fatto a LatinaHo avuto l’onore d’incontrare Tiziano Testa in occasione della quinta tappa del Giro d’Italia conclusasi a Terracina, nella sua città natale. Per chi non lo conoscesse, questo “giovanotto” classe 1939 è colui che fin da piccolo ha dedicato la sua vita al ciclismo, prima gareggiando come atleta e poi come inventore, promotore e organizzatore di eventi inerenti a questo sport. Un duro lavoro che gli è valsa l’investitura da parte della Repubblica Italiana dei titoli di Cavaliere, Ufficiale e Commendatore. Titoli più che meritati, ma di cui il signor Testa non vuole parlare; quando gli ho detto di sapere dei titoli acquisiti infatti, è sembrato quasi imbarazzato chiedendomi come l’avessi saputo, visto che solo la più stretta cerchia di amici è a conoscenza di ciò.
Lo incontro nel suo rifugio, in pieno centro cittadino a due passi da Piazza della Repubblica, nel circolo dilettantistico G.S.C. Desco di cui è presidente. Appena entro, non so dove guardare, la stanza raccoglie tutto ciò che ogni appassionato di questo sport vorrebbe vedere, trofei, memorabilia, articoli di giornale e foto di Tiziano con i più grandi del ciclismo, da Bartali a Pantani, passando per Simoni, Chiappucci e non solo.
La prima domanda è su mercoledì e sull’arrivo della tappa a Terracina, e chi meglio di lui che ne è stato l’organizzatore e che ha lavorato incessantemente negli ultimi dieci anni per far sì che il Giro tornasse in città può tirare le somme e fare un bilancio della manifestazione.
“Il Giro è andato molto bene, ma il maltempo che ha colpito la città non ci voleva proprio, ultimamente siamo sfortunati, ma nonostante ciò Terracina ha risposto in un modo straordinario. Ho iniziato dieci anni fa a lavorare per far sì che il Giro ritornasse nella nostra città, sono contento di esserci riuscito, abbiamo sbaragliato la concorrenza di Sabaudia, per questo devo dire grazie all’amministrazione comunale che mi ha appoggiato, supportandomi economicamente e moralmente, se il Sindaco e gli Assessori non mi avessero dato il via libera a procedere non avrei mai potuto riportare il Giro d’Italia a Terracina”.
Tiziano Testa, una vita dedicata al ciclismo
-

Tiziano Testa premia la Maglia Rosa Roglic Foto di Andrea Di Leta
- Ascoltandolo e guardandolo negli occhi capisco subito che la sua passione è qualcosa che va oltre il puro e semplice tifo, è qualcosa che si ha dentro:
“Fin da piccolo ho avuto la passione per il ciclismo, ho gareggiato anche due anni con i dilettanti poi causa servizio militare e lavoro ho abbandonato, ma è qualcosa che è nelle mie vene per questo ho deciso di rimanere in questo mondo. Da 39 anni sono presidente del gruppo sportivo Terracina Desco, da 44 anni organizzo il trofeo Falcone che vede gareggiare i migliori giovani talenti del ciclismo, nel 1983 ho contribuito a far arrivare il Giro a Terracina, mentre nel 2000 e nel 2019 ne sono stato promotore e organizzatore”.
Una vita dedicata al ciclismo, che gli ha permesso di conoscere e stringere amicizie con i più grandi di questo sport, da Bartali a Coppi, passando per Moser, Motta, Gimondi, Pantani, Cassani, Chiappucci, fino ai più recenti Simoni, Bettini e Nibali.
“Bartali era una bravissima persona, disponibile con tutti, molto religioso, aveva addirittura una cappella in casa sua, amava molto Terracina tanto da venire per ben 12 anni al Trofeo Falcone. Pantani amava molto il mare e la città tanto che lo convinsi a prendere la patente nautica, il clima e il territorio erano l’ideale per allenarsi, se voleva correre in pianura andava verso Sabaudia, se voleva fare la salita andava verso Fondi e Itri, qui trovava una tranquillità e un amore particolare da tutti i cittadini. Gino Bartali ha già una strada a lui dedicata qui a Terracina, ora che il Giro è finito voglio impegnarmi per far sì che anche Marco Pantani e Marcello Falcone abbiano una via a loro dedicata”.
-

Tiziano Testa con Gino Bartali Foto di Tiziano Testa
- Gli chiedo com’è cambiato il ciclismo e i ciclisti nel corso degli anni:
“La tecnologia è entrata prepotentemente anche nel ciclismo, facilitando la vita dell’atleta non solo durante le gare, ma anche quando non partecipa a nessuna competizione, i medici fanno in modo che l’atleta sia sempre al top, ma non è un male è giusto che la tecnologia vada avanti. I ciclisti hanno un entourage che li assiste, difficilmente si concedono per foto e autografi per più di cinque minuti. Bartali che sponsorizzava la Sprite, si alzava alle 5 di mattina per firmare tutte le cartoline da distribuire ai tifosi prima di ogni tappa del Giro”.
-

Foto di Jolly Barone
- Come si fa ad avvicinare i giovani al ciclismo?
“E’ molto difficile avvicinare i giovani al ciclismo rispetto a venti anni fa, a causa della mancanza di leggi che tutelino il ciclista, che deve necessariamente allenarsi per strada. Un genitore ci pensa due volte a spingere il figlio verso questo sport, è più sicuro allenarsi in una piscina o in un campo sportivo, senza dimenticare la questione economica, oggi tutti i genitori vogliono che i propri figli diventino o Messi o Ronaldo ma di talenti del genere ne nascono ben pochi”.
La passione per uno sport deve essere qualcosa che hai dentro e che Tiziano Testa trasmette solo parlando, contagiando anche chi non è un tifoso del ciclismo.
Condividi:
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit


