Brigallè: dalla musica popolare la ballata di denuncia sociale

Brigallè: dalla musica popolare la ballata di denuncia sociale

1 Giugno 2019 0 Di Stefania Paoloni

La musica popolare come strumento di denuncia sociale sul problema dell’inquinamento ambientale è ancora possibile? “La ballata del Sacco” dei Brigallè, ne è l’esempio. Il gruppo musicale, nato e cresciuto a Morolo (Fr), denuncia attraverso la musica la mancata attenzione verso l’ambiente che ha conseguenze sulla salute dell’uomo.

Perchè su Fatto a Latina? Perché la musica non ha confini come anche l’inquinamento che non si può arginare e riguarda tutti.

La musica popolare: il racconto di una terra

La musica popolare racconta tradizioni e storie trasformandole in quadri, fotografie di un territorio e ne sintetizza la storia. I Brigallè nelle canzoni del loro primo cd, “Sangue diVino”, raccontano il tempo andato della loro terra e delle sue genti.

“La ballata del Sacco” dei Brigallè è chiaramente in chiave etnica. Immancabile è il connubio di fisarmonica e tamburello dai ritmi trascinanti. Il testo denuncia l’abbandono della coltivazione delle terre e l’uso al pascolo dovuto agli alti tassi di inquinamento del fiume Sacco. La musica è di Luciano Moriconi e il testo di Tommaso Bauco.

Negli ultimi anni sulle acque del fiume Sacco sono state viste macchie oleose, schiume, morie di pesci che hanno allertato e hanno fatto aprire indagini da parte delle autorità preposte al controllo.
Tra le sostanze rilevate nelle acque del fiume sono state trovate alte concentrazioni di sostanze cancerogene ed interferenti endocrini.

L’inquinamento ambientale la piaga dei tempi moderni

I Brigallè alzano la voce per tenere alta l’attenzione sul problema dell’inquinamento del fiume Sacco. Loro parlano della loro realtà, ma troppi territori oggi presentano gli stessi problemi. La loro denuncia si può estendere anche ad altri contesti dove l’inquinamento è causa e concausa di malattie.

La ballata parte raccontando di un muratore che perde la moglie in poco tempo a causa di un tumore, prosegue con il contadino che vende le sue terre:

“Nessuno più lo vuole quel pantano
e nessuno più lavora quelle serre”

Da: “La ballata del Sacco”

Si interrogano sul perché di tutto questo, la loro risposta è:

“Avidità e incoscienza l’han prodotto”

A testo e musica hanno unito le immagini di un video che vedono come protagonisti un vecchio, un bambino, una barchetta di carta che galleggia sulle acque del fiume e la campagna della Valle del Sacco:

“Promesse e poi parole vuote al vento
Nessuno ha rispettato quell’impegno”

Il viaggio della barchetta di carta alternato ai disegni del bambino. Su un foglio un prato verde, su un altro una fabbrica e tanto grigio, le immagini della campagna. Nel finale i due protagonisti di spalle che camminano e si tengono per mano, un’influenza gucciniana si intravede tra testo e video.

L’uscita del loro prossimo cd: “Sogni nel Sacco” è prevista questa estate, vanterà la partecipazione del Maestro Gianni Perilli, collaboratore di Ennio Morricone.