2 giugno a Cisterna, quando gli operai andavano a vedere la sfilata

2 giugno a Cisterna, quando gli operai andavano a vedere la sfilata

2 Giugno 2019 0 Di Luca Cianfoni

Gli operai della fabbrica dell’ICAI, che produceva ceramiche artigianali nel territorio di Cisterna di Latina, il 2 giugno vivevano una vera e propria festa. L’imprenditore romano Ardelio Corbucci, portava tutte le proprie maestranze alla sfilata, segno di una grande appartenenza e attaccamento e appartenenza alla comunità nazionale e all’Italia.

Il 2 giugno 1946

Il 2 giugno per la nostra nazione è una data fondativa. Le celebrazioni per la nascita della Repubblica sono state sempre un momento (purtroppo passeggero) di risveglio di un sentimento di amore per la nostra patria, anche per quella parte di popolazione, che quel 2 giugno del 1946 non era ancora nata o che c’era ma non poteva votare. In quel giorno di prima estate, quella che oggi tarda ad arrivare, i cittadini e per la prima volta nella storia del nostro paese, le cittadine italiane furono chiamati a votare dopo circa vent’anni di dittatura e asservimento fascista.

Repubblica o Monarchia?

Si eleggevano i membri dell’Assemblea Costituente, incaricati di scrivere la futura Costituzione dello Stato italiano e si decideva se la nuova Italia dovesse avere un assetto monarchico o repubblicano. A votare andarono in 23 milioni e mezzo di persone, registrando un’affluenza del 89%, dato oggi praticamente inimmaginabile. I risultati li sappiamo tutti, la repubblica prevalse, con il 54% dei voti, con quasi 13 milioni di voti, sulla monarchia (45% con quasi 11 milioni di voti).

2-giugno

La scheda del referendum del 2 giugno.

I risultati

Nella nostra provincia (al contrario di quanto si registra a Roma e Frosinone) i risultati nazionali si riflettono nelle percentuali dei votanti, premiando la Repubblica. Questo voto fu una vera e propria espressione di protesta:

I miei genitori, mi dice una cisternese, votarono per la repubblica e furono sempre felici di aver fatto questa scelta. Il re aveva permesso che accadessero troppe cose negative, l’ascesa di Mussolini, l’entrata in guerra e poi l’abbandono con l’armistizio.

Il voto per la repubblica fu anche l’espressione di una volontà di rottura con il recente passato, con quello che era appena accaduto. Soprattutto nelle nostre zone, dove la mano del fascismo operò in maniera profonda, fu come un rifiuto, più o meno netto, di tutto ciò che era appena stato.

Il 2 giugno a Cisterna di Latina

Il 2 giugno poi per i dipendenti di un’azienda di Cisterna di Latina c’era un motivo ulteriore per festeggiare la nascita della repubblica. Tra la fine degli anni ‘60 e gli inizi degli anni ‘70, l’azienda ICAI coinvolgeva i propri dipendenti in un’esperienza di gruppo, che suscita ancora numerosi ricordi positivi tra gli ex-operai. Ardelio Corbucci, proprietario dell’azienda che produceva ceramiche artigianali a Cisterna, organizzava una vera e propria gita, tutta pagata, ai propri dipendenti.

Con la scusa di portarci alla fiera della casa di Roma, che si svolgeva in quei giorni, la mattina ci portava su via dei Fori Imperiali a vedere la classica sfilata del 2 Giugno. Ci teneva molto e noi andavamo tutti volentieri e felici; tutti quanti i dipendenti abbiamo ancora oggi un bel ricordo del 2 Giugno, di questa gita fuori porta che per noi era tanto.

Questo è quanto racconta una ex-dipendente della fabbrica, che ricorda anche l’amarezza di quando dal 1977 la Festa della Repubblica venne spostata alla prima domenica di giugno, rendendola così non più una festa fissa. Solo con il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la festa fu reintrodotta e fissata al 2 giugno, tornando ad essere un vero giorno di festa.

E oggi?

Oggi la Festa della Repubblica è ancora fissata al 2 giugno sui nostri calendari e l’esercito insieme alle associazioni civili, ancora sfilano su via dei Fori Imperiali. Purtroppo il colore preponderante dei capelli sulle tribune e vicino le transenne è il bianco; sarebbe bello che più giovani si avvicinassero a questa festa, capendone il significato profondo che ha avuto all’interno della nostra storia.

Sarebbe ancora più bello poi, che questo sentimento fosse condiviso da quelle persone più grandi che danno ormai per scontati i valori di comunità nazionale e di repubblica. Sarebbe bello infine che l’esempio dell’ICAI fosse replicato da qualcuno, per cominciare a ricostruire il nostro sentimento nazionale che ad oggi, forse, un po’ ci manca.