Esami di maturità, Proietti ai ragazzi: “Mostrate le vostre capacità”
18 Giugno 2019Domani iniziano gli esami di maturità. L’assessore alla pubblicai istruzione di Latina, Gianmarco Proietti lo sostenne tanti anni fa, quando era tutto diverso. Oggi è chiamato a dare il suo in bocca al lupo ai ragazzi che domani entreranno in aula per la prima e temutissima prova di italiano.
Assessore, qual è il suo personale ricordo dell’esame di maturità?
“Io mi sono diplomato al liceo Grassi nel 1992, ne è passato di tempo. C’era ancora un esame ‘vecchio’ con la prova di italiano e matematica e due materie soltanto all’orale, una la sceglieva il candidato e l’altra la commissione. La prova d’Italiano era il tema, mentre la prova di matematica era un problema da risolvere.
L’esame di stato oggi è cambiato profondamente, anche nella forma di cosa è richiesto ai ragazzi che ora devono fare analisi e sintesi di documenti elaborando il loro pensiero, a noi non veniva chiesto questo”.
Quale fu il voto finale?
“Io sono uscito con 58/60 ed ero molto contento, ma c’era una mia professoressa d’italiano che era dispiaciuta. La valutazione del mio esame era decisamente in mano alla commissione, tutta esterna più un membro interno. Mentre oggi la valutazione attuale ha una struttura algebrica, si conta un credito che è frutto degli ultimi anni di scuola e quindi il punteggio di ammissione non è più modificabile ma calcolato, sono i primi 20 punti dei 100 finali, poi c’è il punteggio degli scritti, e poi arrivano i 30 punti dell’orale
Da noi non c’era questa struttura, c’erano le due prove, a cui si dava un giudizio, non c’era il calcolo delle medie, la valutazione era a discrezione della commissione. Qualcuno lo rimpiange”.
Ora la maturità, poi verranno il lavoro o l’università: cosa sta facendo il comune di Latina per questi ragazzi?
“D’accordo con l’assessore Cristina Leggio stiamo cercando il più possibile di dare appoggio all’università perché questa possa svilupparsi il più possibile a Latina, ma non dipende solo dal Comune. Il mio sogno non è fare più corsi. L’università si sviluppa anche con corsi post laurea e ricerche legate al territorio. Con corsi base ci sarà sempre solo una succursale. Oggi decolla la facoltà di economia perché ha aperto corsi post laurea che radicalizza l’esperienza di studio sul territorio. Noi vogliamo dare possibilità all’università di radicalizzarsi sul territorio, dando possibilità di studio ai ragazzi.
Una serie di associazioni di divulgazione scientifica si stanno proponendo per fare corsi di pre università, un collegamento tra scuola superiore e università. Per noi è un servizio: dove l’amministrazione non arriva e ci arriva un’associazione”.
E poi c’è il mondo del lavoro…
“Lo sviluppo del territorio non è solo per laureati ma anche per chi vuole anche imparare un mestiere e offrire opportunità. Tramite il progetto Faro offriamo opportunità di formazione professionale perché il territorio non ha bisogno solo di laureati, occorre organizzare competenze per metterle al servizio del territorio”.
Può fare un in bocca al lupo agli studenti in vista di domani?
“In bocca al lupo perché possano tutti fare un’esperienza formativa. Questo è il primo vero grande esame, il primo scoglio per il mondo, poi ci saranno colloqui di lavoro, concorsi, esami di università, ma gli esami a un certo punti finiscono, non è vero che non finiscono mai. Che questa possa essere un’esperienza formativa, la scuola è un’opportunità per manifestare ciò che si è e ciò che si ha e non deve essere solo fonte di ansia e stress. Spero che i ragazzi trovino commissioni che li mettano a loro agio e possano mostrarsi perché i giovani devono sempre mostrare le loro capacità agli adulti. Se facciamo questo tutta la società potrebbe diventare più ricca”.


