Notte di San Giovanni: il terremoto, i criscolo di Sezze e monte delle fate a Sonnino

Notte di San Giovanni: il terremoto, i criscolo di Sezze e monte delle fate a Sonnino

23 Giugno 2019 0 Di Lidano Grassucci

Ho scritto un pezzo sulla notte di San Giovanni, notte delle streghe, notte degli elisir, notte di vita. Notte strana. Mentre scrivevo intorno a Roma, a Colonna (magnitudo 3.7, a tre chilometri dal centro abitato a 9 km di profondità), è stato avvertito un terremoto la cui onda è giunta quasi fino da noi. Certe notti… notti di streghe.

Nelle notti come questa a Sezze che me l’ha ricordata Filomena Danieli, che sarà un caso ma ha lo stesso nome di mia nonna Pippa, Filomena Borgioni. Ecco cosa si faceva a Sezze: si mette la chiara d’uovo in una bottiglia e la mattina a seconda della forma che avrà sarà d’auspicio di benessere: ad esempio di viaggi, se assumerà la forma di una nave e così via. Si usava, poi raccogliere la rugiada e usarla per impastare la farina e si crea il lievito madre, “ì criscolo”

 

Questo ricordo è di Roccagorga KooPsul monte delle Fate, tra Fondi e Sonnino, si racconta ci fosse un grande albero intorno al quale la notte di plenilunio ballassero le streghe. Per volere non so di quale papà l’albero venne tagliato e il luogo venne consacrato alla Madonna. Ora infatti c’è una piccola tettoia con sotto la statua. Statua che è stata più volte riposizionata perché più volte buttata giù dalle intemperie. A me piace pensare che siano state le fate che abitano ancora il luogo.

Grazie a tutti, ogni storia qui su queste colonne diventa mille storie.