Colazingari, vietato parlare della Iovinella

Colazingari, vietato parlare della Iovinella

2 Luglio 2019 0 Di Lidano Grassucci

Massimiliano Colazingari o non sa, ed è grave, o sa ed è peggio. Il presidente del consiglio comunale di Latina ha il dovere di garantire l’assemblea elettiva di controllo del Comune. In aula siedono 32 rappresentanti del popolo che hanno il dovere del controllo politico su tutto, anche di come taglia l’erba il giardiniere, di come gira la toppa per aprire il cancello il bidello. Il Consiglio è sovrano e non ammette sopra di se alcuno, e questa sovranità non è “eccetto la Rosa Iovinella”. Nessuno è sopra il controllo politico manco il Re: la Regina di Inghilterra, per cui conto si fanno le leggi,  deve, dico deve, andare a relazionare in parlamento, alla Camera dei Comuni, e gli fanno anche fare anticamera. Mica possono sfiduciarla, ma sentirla sì. Ora la Iovinella è più di Sua Maestà Britannica?

Diverso è discutere della portata giuridica della discussione, ma nessuno può sindacare della discussione. I trattati internazionali non sono sottoponibili a referendum, ma questo non vieta ai cittadini di poterne discutere e farsene una opinione. Se qualcuno dei consiglieri ritiene di dover discutere sulla Iovinella o su n’Ciccotto addetto al Procoio ha il diritto di farlo, Colazingari ha, in un colpo solo, negato le prerogative del consiglio che deve tutelare, si è dimostrato organo di governo e non presidente di un organismo di controllo del governo. E’ vero che il sindaco può scegliersi come Bertoldo l’albero su cui impiccarsi, ma è dovere dei consiglieri dire “che l’albero è troppo basso”, poi lui lo farà lo stesso ma i cittadini debbono, attraverso la rappresentanza dire la loro.

A Latina oggi sul caso di Rosa Iovinella è stato leso un principio, a me della Iovinella interessa poco, anzi niente, non mi occupo mai di funzioni, (amo così tanto la politica che i travet mi fanno pure un poco tristezza nella loroa impossibilità a usare la fantasia per il rispetto rigoroso delle norme) ma lo strappo politico di oggi fa il paio con il discorso di insediamento del sindaco con Pericle e gli ateniesi, qui siamo fuori dalla democrazia rappresentativa. Un fatto gravissimo, fortuna che sono per le regole. Forse lo sono perché non le conoscono.