Il lodo Giri, Coletta apre alla coalizione Ursula con Pd,  5 stelle e…

Il lodo Giri, Coletta apre alla coalizione Ursula con Pd, 5 stelle e…

21 Agosto 2019 0 Di Lidano Grassucci
Opzione Giri, si perché la politica oggi muove a piccoli passi, ma ha avuto in questa estate incredibile una accelerazione, quello non ipotizzabile prima di due settimane fa si fa concreto. Giri, nel senso di Francesco, è il segretario politico di Latina Bene Comune che con una nota “apre” alla fine dell’autoreferenzialità del movimento politico di Damiano Coletta.
Cosa vuol dire? Che il civismo “purissimo” di tre anni fa si “scioglie” in una prassi politica nuova. Insomma gli uomini e le donne di Coletta capiscono che hanno bisogno di aiuto. Non è a caso che lo faccia lui che viene alla politica senza sovrastrutture di purezza, senza “vendette sociali” da consumare. E’ l’ala dialogante del movimento, quella che crede in una Latina possibile e no segue una Latina ipotetica fatta di biciclette, pompe di piscina rapite, e di presunzioni di innaturali superiorità. A chi si rivolge Francesco Giri? Una volta si sarebbe detto agli uomini di buona volontà, ora a chi ha individuato il primo elemento comune nell’avversione la leghismo, e in questo campo ci sono il Partito democratico, il Movimento 5 stelle citato, ma anche moderati preoccupati, la pancia di una città che raramente scende in campo direttamente ma che determina l’opinione pubblica, che è stanca di una retorica che la Lega (una An travestita)  ha ereditato dal “trasfughismo” degli ex in servizio permanente effettivo, ex fascisti, ex Msi, ex Finestra, ex An, ex Pdl, ex… Quindi un discrimine politico, la Lega, un discrimine progettuale, il nostalgismo.
Mica semplice, chi è a Latina l’interlocutore di “un sentire”, come è il Movimento 5 stelle? E’ un primo problema, non facile. Il secondo è il rischio che il Pd diventi interlocutore di “formazione” e non interlocutore politico. Il terzo è la non presa in considerazione del bisogno di “contestualizzare” il confronto aprendo alle esperienze civiche di Aprilia, Sabaudia, Formia e chiedendo la presenza del Pd dei sindaci, quello della prassi amministrativa del riformismo lepino.
Diciamo che le difficoltà sono molte, ma vale la pena (dal punto di vista di Lbc) di provarci. Non la sommatoria di debolezze, ma la capacità di cambiare lo schema di gioco.
Certo il movimento deve capire che la politica non è luogo della morale, che il Comune non è una Chiesa, non è un tribunale, non è una caserma dei carabinieri, non è una scuola dove insegnare a vivere agli altri, dove i funzionari fanno le funzioni trasformando le legittime scelte politiche in legittimi atti amministrativi e non di bloccare quelle scelte in nome di veti amministrativi. La politica sceglie i funzionari funzionano.
Va dato atto a Francesco Giri di giocare la partita.
L’errore più grande di Salvini? Non aver capito che nessuno vince solo, chi lo crede provoca la reazione degli altri. I democristiani anche quando avevano più del 50% dei seggi in parlamento si alleavano perché volevano durare, non comandare. Chi sta solo prenota la prossima sconfitta, vale ora per la Lega, vale da sempre Lbc.
Documenti
Il documento di Francesco Giri
Un dialogo politico che si snoderà anche attraverso dei momenti di confronto pubblico può essere letto come inciucio o accozzaglia? Di accozzaglia a Latina ne abbiamo una e si chiama Lega, basti leggere gli esponenti che annovera e le loro provenienze più disparate. Non pretendo che dalla Lega comprendano ciò che sta succedendo in città. Con anticipo rispetto a scenari che stanno coinvolgendo gli equilibri parlamentari, ci siamo interrogati sulla opportunità di costruire un fronte politico, che sia largo ed inclusivo. Prima ancora dell’autocrisi di governo, ritenevamo che lo scenario politico nazionale e anche cittadino imponesse una riflessione. 
 

Vogliamo costruire un progetto politico che si basi sul confronto delle visioni, sui temi che investono la nostra città e il nostro territorio. Un progetto che apra alle forze politiche e civiche che per sensibilità e progettualità riteniamo più vicine, Pd e M5s. Nessuna brama di poltrone. Siamo una maggioranza solida, oggi come ieri, e questo dovrebbe fare astenere chiunque dal rappresentare questa volontà di dialogo come un becero inciucio di potere. Noi non siamo quelli delle crisi di governo post Mojito in spiaggia, con innumerevoli e stucchevoli dietrofront. Ma ripeto, non posso pretendere che dalla Lega comprendano: nonostante la nuova casacca, molti di loro non possono dirsi esenti da responsabilità rispetto al recente nefasto passato di governo della città. Il dialogo con le altre forze progressiste e democratiche andrà avanti e non sarà certo strozzato dalle critiche pretestuose di chi è in evidente confusione, vive un momento di grande difficoltà e antepone il bene suo e del partito a quello della nostra città.

Francesco Giri,

Segretario di Lbc

consigliere comunale di Lbc,