La ragazza di Sezze in questo sole oscurato dall’orco

La ragazza di Sezze in questo sole oscurato dall’orco

13 Settembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Sono una ragazza, sto diventando donna, ho 14 anni. La mia bambola è sul comodino, sulle pareti il cantante rap, e con le amiche comincio a sentirmi bella. Ho le scarpe di tela banca, da ginnastica dicono i vecchi, che sembriamo tutte eguali, un esercito in divisa a conquistare tutta una vita che sta davanti

Userò la mia intelligenza, per vivere con il mio sole che qui comincia a marzo, quando fioriscono i mandorli e via, fino a novembre che arrivano i morti. Un posto dove non c’è uno sguardo che non conosci, dove ti chiamano per nome e sanno di te anche il passato che ancora non c’eri. Sapete è bello qui dove le ginestre arrivano quasi ad accarezzare e finestre e, quasi sempre, vedi il mare e, prima, una distesa di “verdura” e le case di città prepotenti.

Invece? E’ arrivato un orco, mi ha tolto il sole con la sua ombra di fame impotente che si è fatta solo prepotente e… mamma, che sono del suo ventre, non era con me e ha guardato altrove, ha pensato come le matrigne nelle favole, come chi non è nel cuore ma cura la sua solitudine e mi condanna a quella per la vita.

Non posso gridare, non posso tacere, e quando si fa sera mi sento sporca anche dopo la ventesima doccia, volevo diventare donna passando da bimba, passando dalle bambole che ero io grande, alle bambole figlie del mio amore.

E’ arrivato l’orco e aveva un volto che sapevo, è arrivato l’orco e non ho avuto la difesa dell’amore. Non era un principe era una condanna che mi segnerà fino alla fine del tempo, tempo che non è più mio.