Le comari di Cisterna e il voyeurismo 4.0

Le comari di Cisterna e il voyeurismo 4.0

20 Settembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Lui è conteso, pare che una lo abbia pagato per le “grazie”, ma lei dice “no era un prestito”, e la “ferita si accapiglia” con la “feritrice” . Per strada a Cisterna.

Ma le comari d’un paesino
Non brillano certo in iniziativa
Le contromisure fino a quel punto
Si limitavano all’invettiva

Canta De Andrè, ma oggi l’invettiva si fa titolo di giornale, oggi la lite tra comari si fa stranezza da racconti mediatici e non da sorrisi nascosti dei paesani. Il mondo cambia e in fretta e una cosa che si sarebbe risolta con qualche capello strappato ora è impegno di Carabinieri, Polizia e Giudici. Il grande fratello che entra anche in questioni che sono del tutto loro.

Qui c’è un Rocco Siffredi in salsa cisternese, e due donne che (forse) hanno il medesimo ardore e forse no, ma comunque gli rode. Ma a noi, dico a noi del mondo, ma che ci frega? Esiste una sfera che sarebbe bello rispettare che è quella che certe cose non sono cose del Governo, o dei giornali, ma cose loro nel bene e nel male.

Qui non c’è più una sfera propria di ciascuno, quelli che una volta si chiamavano casi… loro.

Nel mio paese le donne erano padrone esclusive della città, gli uomini andavano “fuori”, tranne gli artisti, il farmacista, i carabinieri e il prete di maschi era rarità e le donne litigavano a volontà. Ma alle 5 quando chi era andato “fuori” tornava regnava la tranquillità. Mai sarto, prete o carabiniere ha detto alcun che delle urla per le strette, e i fazzoletti in testa si legavano più stretti perchè la battaglia costava ciocche di capelli. Tempo in cui c’era rispetto, un etica della guerra delle comari che è stata sostituita da un voyeurismo che fa tristezza.

L’errore non è nella lite, ma nel nostro raccontarla. 

Nella foto  LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR, Teatro Carcano Milano