Treno dixit 17/ Il cuoco del Carso e gli appetiti per Latina

Treno dixit 17/ Il cuoco del Carso e gli appetiti per Latina

25 Settembre 2019 0 Di Lidano Grassucci
Alla sera vedo donne bellissime
Da Venezia arrivare fin qua
E salire le scale e frusciare
Come mazzi di rose
E il profumo rimane nell’aria
Quando la porta si chiude
Ed allora le immagino nude aspettare.
Sono attrici scappate da Roma
O cantanti non ancora famose
Che si fermano per una notte
O per una stagione
Al mattino non hanno pudore
Quando scendono per colazione
Puoi sentirle cantare
Se quest’acqua di lago fosse acqua di mare
Quanti pesci potrei cucinare stasera
Anche un cuoco può essere utile in una bufera
Anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare
Che qui si fa l’Italia e si muore
Dalla parte sbagliata
In una grande giornata si muore
In una bella giornata di sole
Dalla parte sbagliata si muore

(il cuoco di Salo, Francesco De Gregori)

 

Ora ancora è buio quando parte il treno, un po si sente il fresco. Poi si parte dal binario tre e non uno, questo destabilizza. Il più destabilizzato è il presidente che è così confuso che si presenta, occhiali a specchio compresi, come stesse a Cortina. Il marinaio è primo ma l’ordine di arrivo non è casuale, anche per gli equilibri della parrocchia di Borgata Carrara.

Il maresciallo è assonnato, l’assessore arzillo per via della buona premessa sul fronte ciacionico. Il maresciallo ha problemi con le pensioni di reversibilità, un vecchio e desueto istituto a difesa delle vedove.

Ma ecco l’argomento: cosa mangerebbero in una cena conviviale gli aspiranti big di Latina a destra e a sinistra. Tra le tante cose l’assessore è anche chef. La prima cosa che fa è nominare Fausto Furlanetto sous chef (non so cosa sia, ma pare sia cosa figa), poi appalta a Enrico Tiero la scelta dei vini sia al tavolo di destra che a quello di sinistra.

Ma cosa fargli mangiare? Si fa serio. “Allora per la destra iniziamo da Nicola Calandrini, che è bassianese e gliutto (ghiotto), per lui una millefoglie, per Claudio Durigon cispadano di Santa Fecitola e di bocca buona una polenta porchettata, Alessandro Calvi è più moderato, di Prossedi, un risotto alla cocozza (zucca), sa io amo le cocozze. meno i cocozzigli (zucchine). E Annalisa Muzio, beh per lei preparerei un sushi ma non nel tavolo con gli altri, un aperitivo”

Assessore, ma Vincenzo Zaccheo? “E’ consegnato alla grandezza della storia, qui parliamo di cronaca, ma a destra manca l’uomo misterioso, il futuro sindaco, a cui preparo filetto di maiale in agrodolce con prugne (prugne per digerire)”

E a sinistra? “Quelli sono vegetariani, addirittura fruttariano con la senatrice dei 5 stelle, Marinella Pacifico, a lei un estratto di kiwi con carpaccio di anguria impiattato con carote viola intere di Sabaudia. A Damiano Coletta che è radica chic una zuppa contadina con olio di oliva di Sonnino,  è cardiologo per glo omega 3, per Nicoletta Zuliani patata al cartoccio con salsa di formaggi, per Alessandro Cozzolino ho pensato ad una insalata in agrodolce con finocchi, per Dario Bellini una cicoria spontanea della pista ciclabile ripassata in padella con olive itrane”.

E le zarine della sinistra? “Intende la Rosa Iovinella e la vicesindaco Maria Paola Briganti? Tavolo riservato, a latere di quello della sinistra, come la camera dei lord con diritto di veto. Allo Briganti straccetti con i pinoli e alla Iovinella spezzatino di cinghiale.

Da bere? “Sceglie Tiero ma io consiglio un Mater Matuta a destra e un vino biologico, un nero buono di  Cori, di Carpineti

Del resto l’Italia si è fatta a letto grazie alle grazie della contessa di Castiglione, Latina si può fare a tavola.

 

Il cuoco del Carso (alias assessore) ed il direttore in un momento ilare fermato dall’arte del Maresciallo preoccupato per la reversibilità.