Latina ignorante delle sue clarisse, le suore cancellate

Latina ignorante delle sue clarisse, le suore cancellate

26 Settembre 2019 1 Di Lidano Grassucci

Le suore Clarisse si trasferirono da Sezze alcuni decenni fa, per portare la preghiera a Latina. vicino a Piazza Moro in via degli Ernici. Su, intendo su in collina a Sezze, avevano una clausura che stava nella pietà della comunità: loro erano le paste di mandorle e di visciole, le custodi della pasticceria, scambiavano le ostie con le ossa di albicocche e pesche (chissà per farne cosa), e la madre superiora era nella considerazione di tutti. Lei era come un contropotere, ma non al potere della politica o dei preti, ma di quel mondo tutto femminile che era la città quando gli uomini stavano “fuori”, persi per le paludi. Preghiera che portava rispetto.

A Latina? Chi lo sa che c’è un monastero di suore votate alla preghiera, a cercare la grazia nel dedicarsi a Dio? Nessuno. Nessuno passa a chiedere alla madre superiore conforto per la vita così misera, eppure a Sezze erano comunisti, a Latina si riempiono la bocca di tradizioni che non sanno e che, inventate, nascondo ignorante solitudine.

Quelle suore mute all’esterno sono il rumore estremo contro la confusione inespressiva di una città che non ha valori. Latina è l’idea di case una vicino all’altra, non di coscienza doloranti che cercano una via per la bellezza di vivere. Le suore qui entrano in gioco quando fanno le maestre, ma non quando pregano, come se ami una automobile perché ti ripara dalla grandine e non perché ti porta nel mondo.

Ci passo ogni tanto in via degli Ernici, i muri sono fitti di mattoni in cortina, una fila di alberi fanno ombra, e mamme che portano i figli nella vicina scuola che parlano fitte, ma mai guardano interroganti su “sorelle” che stanno pregando.

Ma del resto a che serve pregare? A che serve una coscienza? E a cosa serve la conoscenza? 

Forse se fossero rimaste a Sezze sarebbe stato uguale, ma ricordo la ruota dove mettevi cose e ne uscivano altre, dove cercavi di capire cosa c’era dall’altra parte, che mistero, che pulizia. Ossa di albicocche, ossa di pesche che si facevano ostie, e profumo di mandorle, di pastafrolla, di strutto e albume.

Capisco la solitudine di qui che non capisce la comunità di chi sola prega per gli altri. Forse qui, in questo ammasso di case potrebbero cominciare da qui a sentirsi umani

 

Quello delle clarisse è un ordine monastico claustrale le cui religiose si dedicano prevalentemente alla preghiera contemplativa. Ogni monastero costituisce una comunità autonoma ed è retto da una badessa eletta a tempo determinato; è generalmente sottoposto alla giurisdizione vescovile ed è legato sul piano spirituale all’ordine maschile. Si riconosce nella famiglia francescana.Alla fine del 2005 i monasteri delle clarisse erano 562 e le monache 7.565

(fonte Wikipedia)

 

Nella foto il monastero delle clarisse di Latina