Cisterna di Latina, ricostruire e non far finta di essere sani
27 Settembre 2019Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani
far finta di essere sani
Cisterna di Latina, far finta di essere sani
A Cisterna di Latina ultimamente, un po’ per abitudine, un po’ per sopravvivenza, sembra essere adeguata la canzone di Giorgio Gaber Far finta di essere sani. Si perché in una città dove in poche settimane si susseguono vari episodi di cronaca, di cui alcuni al limite del surreale, che ci fanno assurgere anche all’onore (o alla vergogna) delle cronache nazionali, si deve in un modo o nell’altro cercare di sopravvivere a volte anche facendo finta di essere sani.
Gli eventi di cronaca a Cisterna
Non si riesce a capire se questa tavola liscia su cui scivola ogni cosa sia per l’appunto abitudine, sopravvivenza o (Dio ce ne scampi), indifferenza. Dall’episodio in cui due donne si sono picchiate a colpi di mestolate, che ha interessato anche la stampa e le radio nazionali, si sono susseguiti altri fatti che mettono in un allarme generale sia sulla società contemporanea, che oramai non riconosce più l’autorità come autorevole, qualsiasi essa sia, da quella genitoriale, a quella comunale sino a quella nazionale. Anche nel particolare poi, il territorio di Cisterna con le varie amministrazioni che si sono succedute, non hanno affatto giocato un ruolo primario nel combattere quell’aporia sociale che ha sempre più impoverito la piazza di Cisterna. Allora accade che una donna che vuole entrare nella sua casa data in affitto venga picchiata perché l’inquilino non vuole farla entrare; o che un ragazzo, tifoso, andato allo stadio a vedere la propria squadra disputare la finale di Coppa Italia, picchi un ragazzo proveniente dalla Guinea, mentre lavorava nel bar dello stadio; oppure ancora, che un uomo che a Latina gestiva i distributori automatici nella zona dei pub, in realtà a Cisterna era conosciuto per ben altri affari nel giro della droga; o che i rifiuti vengano gettati in massa nei cassonetti indifferenziati, fregandosene dell’ambiente (a proposito a quando le fototrappole nel comune di Cisterna per incastrare i furbi dei rifiuti come sta succedendo a Latina?).
Ricostruire il tessuto sociale con la cultura
Tutti sintomi questi di un tessuto sociale molto fragile, che per molto tempo è stato ignorato dalla politica e che ora fa emergere le sue ferite più profonde. Un tessuto sociale che va ricucito a partire dal lavoro, (in questo campo buone le notizie che riporta il sindaco sui nuovi investimenti di alcune fabbriche storiche del territorio di Cisterna), ma non solo. Facendo solo questo si produrrebbe il risultato di una città piena nella periferia di giorno, quando la maggior parte dei cisternesi ormai emigra a Roma o in altri posti per lavorare, e vuota di sera. Una città che vive di notte solo nel sonno dei pendolari e che rimane vuota nelle strade. Per riconnettere il tessuto sociale, per cercare di ritrovare un’identità, di crearsela forse, c’è bisogno di cultura. Azioni a lungo raggio devono essere incoraggiate dall’amministrazione, come è successo per Cisterna delle Meraviglie, ma non basta. Diamo una casa dignitosa al Cisterna Film Festival, diamo gli spazi ai musicisti cisternesi, che sono tanti e talentuosi, diamo uno spazio al teatro, restituiamo uno spazio alla letteratura, infine diamo uno spazio ai giovani, diamogli un’occasione di rimanere qui e non diamogli l’ennesima giustificazione a scappare.


