Ilaria Molinari, la sirenetta del Circeo
27 Settembre 2019L’acqua, l’elemento di Ilaria Molinari
L’acqua è l’elemento di Ilaria Molinari. Comincia a nuotare prestissimo, grazie a mamma Amalia, biologa marina e istruttrice di nuoto, e papà Giuseppe appassionato di pesca e barche a motore. Incontra l’apnea a 20 anni. Durante una vacanza ha avuto la fortuna di conoscere il pluriprimatista mondiale di apnea profonda Umberto Pellizzari e fa con lui un tuffo a 25 metri. È subito amore puro con questa nuova disciplina, e grazie all’impegno che Ilaria mette in tutte le cose, la porta verso grandi traguardi. Abbiamo incontrato Ilaria a San felice Circeo, il suo mare, come ama definirlo lei, dove trascorre le sue vacanze e dove spesso ama immergersi la nostra Sirenetta
La passione per l’apnea di Ilaria Molinari
La mia famiglia è molto “acquatica” e io sono stata “buttata in acqua” fin da subito. Il giorno prima di nascere mia madre, biologa marina e istruttrice di nuoto, nuotava al mare scortata da mia sorella di 10 anni, già nuotatrice agonista, e da una sua amica più grande. Mio padre inoltre come secondo lavoro era presidente di una società di nuoto dove mia madre allenava e mia sorella nuotava, io ero la mascotte della squadra e quindi a fine allenamento, già a pochi mesi di vita, venivo lanciata in acqua come una pallina tra i ragazzini della squadra e mi divertivo un mondo. Avendo frequentato il mare fin da piccola e avendo sempre fatto nuoto, per me era naturale provare ad andare sott’acqua, ma non sapevo che quella che facevo fosse apnea. È stato quando a 20 anni durante un’immersione con le bombole in Sardegna ho visto Umberto Pelizzari, pluricampione mondiale di apnea profonda, nuotare in apnea attorno a noi solo con pinne, muta e maschera che sono rimasta folgorata: io volevo fare quella cosa lì!
Il mio allenamento ora è molto più rilassato ovviamente rispetto a quello che facevo fino a 3 anni fa, ovvero quando ero ancora un’agonista: adesso mi alleno 4/5 volte a settimana per mantenermi in forma principalmente, con nuoto, palestra, yoga; infatti, pur non dovendo più competere, sono istruttrice di apnea e testimonial della piscina più profonda del mondo (y-40 Montegrotto Terme, Padova) e quindi devi tenermi comunque in allenamento.
La conquista del record italiano di apnea
In assoluto il record italiano di 59 metri di profondità in assetto costante con la monopinna con il quale ho avuto l’onore di superare la grandissima Rossana Maiorca (il cui record era imbattuto da ben 12 anni), una delle due figlie del pioniere dell’apnea mondiale, Enzo Maiorca.
È stato idealmente come ricevere il testimone da lei, anche perché non ho mai avuto uno spirito di sfida nei confronti di questa atleta, solo tanta ammirazione per la dolcezza e la determinazione con cui andava in acqua. Inoltre, ho stabilito il record nelle acque della splendida Siracusa, le stesse che hanno fatto da teatro a tutte le immersioni della famiglia Maiorca.
L’incontro di Ilaria Molinari con il Maestro Pellizzari e la nascita della sirena
Ci siamo visti la prima volta sott’acqua a Santa Teresa di Gallura, io ne avevo sentito parlare, ma non conoscevo l’apnea, quando lo vidi in acqua così fluido, senza respirare, passare accanto a noi “bombolari” con una facilità unica e per di più a 40 metri di profondità ho avuto l’istinto di togliere la bombola e fare la stessa cosa che stava facendo lui. Una volta risaliti in superficie ci siamo presentati e gli ho detto che mi sarebbe piaciuto provare a scendere senza bombole. Pochi giorni dopo ero in acqua con lui, uno dei più grandi apneisti al mondo, io con costume, pinnette e maschera. Mi disse di respirare profondamente, rilassarmi e scendere, tanto mi avrebbe seguito per sicurezza. Feci un primo tuffo (così si chiamano le immersioni profonde in apnea) a 16 metri e poi un altro a 25 metri. Umberto rimase molto sorpreso della semplicità con cui avevo raggiunto quote che di solito si raggiungono dopo parecchi allenamenti, e mi diede immediatamente il contatto dell’istruttore più vicino a me per intraprendere un corso Apnea Academy, io allora vivevo a Trieste perché facevo l’università lì, l’istruttore più vicino era a Venezia e quindi per mesi feci avanti e indietro per 170 km a tratta per fare il corso, ma lo rifarei 1000 volte: è stato un periodo meraviglioso e divertente!
Nel 2015 ricevetti una telefonata, era da parte di un responsabile della piscina più profonda del mondo, la Y-40, la cui apertura era in programma di lì a pochi mesi. Mi disse che a loro avrebbe fatto piacere avermi alla cerimonia di inaugurazione per esibirmi in una danza subacquea in apnea. Accettai volentieri e prima di attaccare mi uscirono queste parole di bocca: “Posso esibirmi vestita da sirena?”, la risposta dopo un attimo di perplesso silenzio fu “sì”! Io allora non avevo nemmeno ancora una coda, ma è proprio in quell’occasione, durante l’inaugurazione, che è nata la sirena Ilaria. Il video di quell’inaugurazione ad oggi ha fatto più di 35 milioni di visualizzazioni sul mio canale YouTube e per quel video ho ricevuto la concessione dal pianista Giovanni Allevi in persona per l’utilizzo di una delle sue musiche, la mia preferita, dal titolo “Aria”, e sogno nel sogno, dopo aver visto quel video mi ha anche invitata ad un suo concerto a Padova come sua ospite, ci siamo conosciuti e gli ho detto che ogni volta che mi muovo in acqua nella mia testa risuonano le sue meravigliose note.
Il futuro, Latina e il Circeo
Bisogna iniziare facendo un corso di apnea, oggi vedo moltissime foto e video di aspiranti sirene che pensano di poter mettere una coda ed andare in acqua, ma credo che una “vera” sirena dovrebbe avere acquaticità, sapersi muovere con eleganza e disinvoltura in acqua, avere quindi delle basi di nuoto con la monopinna e una piccola autonomia in apnea. Tutto questo lo si può acquisire solo facendo un corso con un professionista di apnea, esercitandosi in acqua a corpo libero e poi con gli attrezzi, imparando a respirare, insomma tutto quello che viene insegnato in uno stage o in un corso di apnea, ancora meglio se Apnea Academy. Poi mettere la coda e fare le stesse cose vestite da sirena diventa più semplice a quel punto. Io faccio corsi di mermaiding che ho chiamato “Sirenamente” alla Y-40, e lì tratto tutti gli argomenti menzionati sopra.
A Latina ho scoperto l’acqua, il nuoto, il mare. È la città in cui, nonostante i vari spostamenti di famiglia anche in altre città, ho vissuto più anni e quella che per me rappresenta “casa”.
Il CIrceo lo considero il “mio” mare, è dove ho passato più estati ad allenarmi, è la scenografia dei miei traguardi più importanti raggiunti in allenamento, della fatica, del sacrificio e della bellezza di inseguire i propri sogni, nel mio caso “sogni liquidi”!
Io continuo ad allenarmi per me stessa e per la mia attività acquatica, ovvero l’istruttrice e le esibizioni in veste di sirena. So che un giorno dovrò lasciare la scena “pubblica” soprattutto per quanto riguarda l’attività di sirena, e fare più spazio al mio lavoro “terrestre” di traduttrice ed interprete di inglese e russo, ma ne serberò sempre un ricordo meraviglioso e dentro di me non smetterò mai di sentirmi un pochino anche creatura del mare oltre che terrestre, io credo molto nell’importanza dei sogni e per me l’apnea ha rappresentato la realizzazione di molti di questi, e continuerò sempre a sognare!


