Le clarisse a Latina non ci sono più e nessuno le ha salutate

Le clarisse a Latina non ci sono più e nessuno le ha salutate

27 Settembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Scrivo sulle suore Clarisse di via degli Ernici a Latina, per ricordo di quando ero piccolo a Sezze e le “conoscevo”, per la loro, necessariamente, discreta presenza a Latina. Per via del ricordo di Don Felice Accrocca (oggi arcivescovo a Benevento) che si faceva dalla curia a piazza Moro a piedi di mattina presto per celebrare la messa con loro.

Vedete è una storia di devozione, quello delle Clarisse, che dura da Chiara e Francesco. Le loro preghiere sono il filo del tempo. L’articolo segnalava l’indifferenza distratta della città Così indifferente che non ha detto niente di quando, 4/5 mesi fa, l’ultima suora rimasta è andata via, la madre badessa era morta qualche tempo prima.

Me l’hanno segnalato i lettori, con garbo e precisione dopo l’articolo. Come se l’auto perdesse una ruota e l’autista continua la corsa. E la ruota persa è la ruota dell’anima, una cosa indifferente. Non ci sono più suore che pregano e sperano nella salvezza e non è cosa che non muta, non è cosa indifferente.

Sarebbe stato bello se il sindaco, qualche straccio di consigliere, qualche intellettuale pieno di intelletto, qualche giornalista, me compreso, avesse detto, o scritto, “ciao” alle suore.

Ma a Latina non salutiamo e forse il male di tutto è qui, non siamo capaci di salutare.

E ricordandomi di essere setino, seppure in ritardo, le saluto e le ringrazio per i ritagli delle ostie, per i ricami, per le paste di mandorle e di visciola, per la loro presenza a Latina che quando tornavo a casa al buio era un riferimento, come i campanili delle chiese.

Sarebbe bello se il sindaco in consiglio, tra una fregnaccia urbanistica e l’altra, le salutasse con un grazie. Ma parleranno di sassi che a Latina l’anima non è prevista anzi  qui è solo un gatto sepolto con un camion.