Latina bene comune e la verginità persa. “Chi mal fa, mal pensa”

Latina bene comune e la verginità persa. “Chi mal fa, mal pensa”

1 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Le vicende di Cristina Leggio e Fabio D’Achille sarebbero ben poca cosa, robetta da imbrogli di oratorio. Ma? Ma la cosa si fa gigante, enorme, per via del moralismo con cui il colettismo è nato. L’idea era: tutti cattivi, noi sli angeli. Poi un assessore va via per incidente amministrativo, Buttarelli, poi arrivano avvisi di garanzia. Ma il tutto era: sono incidenti di percorso, errori. Benedetto Croce legge la storia italiana come un percorso ininterrotto della libertà, e il fascismo è solo un incidente di percorso. Gli avvisi di garanzia erano “incidenti di percorso”, la superiorità etica era fuori discussione, l’acqua era limpida solo che qualcun aveva fatto  la pipi in direzione sbagliata.

Il distacco era anche visivo, sorrisi di  superiorità verso gli altri, tutti gli altri, anzi con un aria di schifo. Invece erano tutti umani

Ora? Ora trattano col Pd, come faceva la Dc o i socialisti, ora hanno il partito degli assessori, ora scoprono che a mal pensare pure nostro signore si scopre baro, la moltiplicazione del pane e dei pesci viola le norme antitrust, è turbativa di mercato e fare di acqua vino è frode in commercio, ed ecco la Leggio e D’Achille dentro intrecci cooperativi, manco la Dc di Redi, il Psi craxianissimo, manco fossimo uomini.

Chi mal fa mal pensa.