Latina, Coletta e la politica delle cose a sinistra

Latina, Coletta e la politica delle cose a sinistra

11 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Se leggi la politica per le sue ragioni interne troverai mille argomenti di discussione, ma se la leggi per gli effetti esterni la cosa si semplifica molto.

A Latina l’esperienza politica di Damiano Coletta si stava per innestare in un quadro nazionale e regionale che predefiniva lo scontro, ed il dibattito politico, prossimo venturo. Pd, 5 stelle, Italia viva stanno convergendo di fatto, ma l’effetto è uno scontro sulle caselle, sui nomi.

Sta stava definendo da una parte un fronte “progressista” plurale e dall’altro un fronte conservatore-sovranista. Facile, chiaro, evidente. Ma qui di chiaro cc’è sempre poco, qui c’è sempre nebbia e probabilmente continueremo con un modello politico balcanico in cui 1000 fiori, tutti con le loro ragioni, non faranno un prato.

Damiano Coletta fa una figura figa, lui voleva aprire, ha pure spalancato la finestra ma davanti c’era un muro che bloccava la vista e se non vedi il mare non  puoi avere neanche l’idea di navigare. La politica se non la leggi dalla parte di chi voterà sei destinato a non essere votato.

Leggo che il consigliere comunale Celina Mattei passa con Italia viva, dentro la maggioranza del sindaco ci sono esponenti del Pd e da tempo il sindaco parla col mondo dei 5 stelle nelle sue varie articolazioni. Insomma se non si sceglie le scelte verranno da se, sono nelle cose, non è che se dici “vorrei un acqua migliore e sei in barca non senti l’onda”

Fortuna per loro che la destra è in preda a deliri di nostalgia dentro la crisi, di fatto, della Lega post delirio salviniano, le ambizioni mai riposte di Vincenzo Zaccheo, il neo protagonismo di Fratelli d’Italia e la miriade di salvatori della Patria che a destra proliferano come le zanzare a luglio.

Pietro Nenni diceva: fai quel che devi accada quel che può.