Latina, da città del nord di De Gregori a periferia di niente

Latina, da città del nord di De Gregori a periferia di niente

14 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Che posto siamo diventati: Terracina, spara ai suoi lavoratori per farli lavorare di più; il “boss” del quartiere Toscanini ad Aprilia minaccia i carabinieri; in tv ricordano Desiré Mariottini ad un anno dal suo omicidio: ed arriva la sentenza per l’omicidio di Gloria Pompili uccisa sulla 156 a Prossedi  dell’agosto del 2017.

Non ho riportato cose distanti nel tempo, ma la cronaca di questi giorni, le parole che parlano di noi sui giornali, nelle cronache nazionali. Questo era un posto dove tutto pareva dovesse andare per il verso giusto.

Francesco De Gregori cantava di “Latina grande città del nord”, ed era il 1987. Poi qualche cosa deve essere andato storto, poi qualcosa deve aver girato male e non siamo più “una grande città del nord”, ma un aglomerato di case a sud del mondo, in un angolo di un sud senza il suo orgoglio. Qui si fermano gli alpini come fossero ciclisti abusivi, o anime in divieto di sosta e se chiedi perché ti rispondono “avevamo fretta”, per dove? Nessuno lo sa, la fretta che non hanno potuto avere i ragazzi alpini sul Carso (quel Carso che dà il nome ad un nostro borgo, ma qui hanno dimenticato il perché) o quelli dopo nella steppa del Don e non si chiede scusa, cafoni due volte.

Qui ogni cosa bella si stempera in una bruttura senza confini.

Avevamo un teatro, ci sarebbe stata accanto alla notizia brutta la locandina della Boheme, la foto della soprano a far sognare ogni uomo che ascolta, ma… non c’è per via delle sedie, e allora si sente il boss del quartiere Toscanini che si illude di mettere paura ai carabinieri, loro che hanno a che fare con i prepotenti dal 1814 tutti i giorni e di quei malfattori manco il ricordo di loro il passo a due a due “per le vie del Regno contro i malfattori”.

Siamo un agglomerato di case senza libri, senza memoria, senza chiese eppure c’è stato un momento che:

Dalla periferia del mondo, il Nero Neronerò,
fu scaricato non ancora giorno da un vecchio furgone Ford.
Si stropiccia gli occhi, balla e cammina
e canta sotto il cielo di Latina,
grande città del Nord,
il Nero che ritmo, che rock e che roll!

Nero, Francesco De Gregori (Terra di nessuno 1987)