Treno dixit 25/ Blitz dei “Renziani puliti” per la Muzio

Treno dixit 25/ Blitz dei “Renziani puliti” per la Muzio

23 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Lo avevano rivendicato questa estate quando “intelligentemente” il consigliere Dario Bellini aveva denunciato lo spostamento dei cessi chimici sul lungomare: “qui c’è qualcuno che, nottetempo, sposta i cessi che noi mettiamo al posto giusto e puntualmente “vanno” in quello sbagliato”. Aveva ragione, era un piano dei fascisti igienici un gruppo che “pe lo pulito se faceva accide”. Ora sono tornati in azione, ma seguendo la prassi politica nuova, sono diventati “renziani puliti” ed hanno colpito più “culturalmente” (per essere in tinta con la Leopolda e un poco più fighetti) hanno rubato una opera del Mad del consigliere Fabio D’Achille e l’hanno gettata nel Sisto. Come a Roma con le statuine Inca finite nel Tevere. Ma perché? Per una dama, come Lancillotto per Ginevra, lo hanno fatto per “vendicare” Annalisa Muzio che si era beccata le critiche del D’Achille avendo osato parlare del teatro comunale. Ecco l’azione ardita dei “Renziani puliti”,  azione dimostrativa di antica galanteria. A dire il vero l’operazione di immersione della statua è stata complessa… non affondava. Il trasferimento è avvenuto con un Sametto che sarebbe di F….netto, ma l’autista aveva la maschera si celava, il maresciallo si celava in una muta da sub, e l’assessore serviva Campari del caffè…

“Gradite ‘o Campari o vulite ‘o ccafè?”, l’assessore gioca con Don Raffaè di De Andre per fare il duro. Ma qui si fa la storia, in treno per ridere ed è ancora notte. Il presidente conta le assenze al catechismo, il marinaio è sulle sue, lo spagnolo perso tra i tavolini del bar di Termini e la città passa tra goliardie, storie di cavalieri erranti, opere d’arte nel Sisto e dame da Pupi siciliano. Il maresciallo sistema il panciotto, è luce la vita vera (o è vera quella dei racconti?)