Coletta si veste di democratico, il Pd e antenati mancavano in Giunta dal ’93

Coletta si veste di democratico, il Pd e antenati mancavano in Giunta dal ’93

24 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Il parto è stato lungo, si parte dalla scesa a Latina di Silvio Di Francia, una sorta di James Bond con l’M5 che salvava i bimbi sperduti. Lungo, lungo e difficile il cammino, in mezzo i sogni nazionali di Damiano Coletta e i mille fiori che stanno nel giardino del Pd. Difficile, lungo, non scontato perché Coletta si presentò “anti”, e chi si presenta “contro” difficilmente crea “qualche cosa”: chi falcia l’erba non la semina.

Ora? Il Pd mette Coletta non dentro una riserva politica, ma nella politica, ora Coletta da energie al Pd locale. Era dai tempi di Mansutti e Di Resta (era il 1993) che la sinistra non esprimeva assessori, ora ci sono nuove carte da giocare e, paradossalmente, il fronte a sinistra è più avanti del centrodestra dove Fazzone, Durigon e Calandrini non si sono neanche sfiorati, o meglio dove sono l’uno contro l’altro armati.

Coletta da una zampata e “aggrega”, il Pd mostra capacità di coalizione che non immaginava e forse si apre anche una interlocuzione credibile con la galassia dei 5 stelle, divisi erano debolezze, ora sono lepre. Naturalmente la debbono imbroccare, che so aprire il teatro, che so riasfaltare le strade, che so fare di Latina una città così pulita che lo spiega alla roma sporca di Raggi.

Chi sono gli assessori? I nomi contano certo, ma conta di più e tanto il quadro: una parte della politica cittadina, il centrosinistra, sa dove sta andando, l’altra deve uscire da tre esclusive.

Gli assessori del Pd sono Alessandro Patti e Alessandra Bonifazi, dalle professioni e dal terzo settore. Ora siamo alla politica, vedremo l’amministrazione.