Lbc-Pd e il lodo della convinzione

Lbc-Pd e il lodo della convinzione

30 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Come si fa una alleanza? Ci vuole prima di tutto un mito fondante, una idea che richiama paradisi o olimpi. Poi, poi ci vuole un verbo, un racconto con eroi della causa. Servono poi capi convinti di vincere, arciconvinti che il “nemico” non sortirà le frontiere.

Naturalmente devi fare latini anche quelli che non lo erano: se hai rubato le donne ai Sabini non puoi fare una campagna sulle virtù delle donne latine, ma esalterai la fecondità di quelle dame che per amore si fecero romane e per “virtù'” fecero prole di giganti, e fecero figli e figlie latine.

Se cominci: “ma a chi sei figlio”; “hai il naso blu”; “gli occhi guardano storto”; o peggio qui tutto è perduto tranne io. L’alleanza non c’è. Togliatti per vincere i fascisti di “fece monarchico” a Salerno e qualcuno per Parigi andò a messa, ma se serviva si faceva pure prete.

La politica ti consente contraddizioni presenti se “prenoti” la vittoria altrimenti ti nega anche l’evidente.

Quindi l’alleanza tra Lbc e Pd ha senso se i giocatori la fanno vincente non contingente, la fanno non davanti al muro dell’uscita lato anagrafe del comune dove pare che il mondo finisca al Circolo cittadino ma a Piazzale Loffredo dove puoi immaginare i avere una flotta ed andare per mare. Pianificare la vittoria, avere una idea del passo successivo, per giocarsela, e fare rumore. Non entro nel merito di nomi e cose, ma di metodo per avere elezioni competitive e non elezioni confermative del ritorno del centrodestra. I contraenti non debbono rassegnarsi all’unione debbono sperare nell’unione. La scelta è qui: rassegnarsi o giocarsela?

Pare cosa semplice? E’ la portata della partita. Coletta vuole essere una parentesi della storia o fare storia? Il Pd vuole essere una possibilità o una testimonianza? Se la seconda è buona per Coletta e la prima per il Pd c’è una alleanza

Foto: IL RATTO DELLE SABINE (1637 ), Nicholas Poussin