Sezze dove “adottano” le tombe, la storia dell’incredibile amore per Aurelio (1892)

Sezze dove “adottano” le tombe, la storia dell’incredibile amore per Aurelio (1892)

1 Novembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Ci sono storie che vale la pena di raccontare. A me è capitato di trovare una donna eccezionale nel mio viaggio di ritorno a Sezze, Filomena Danieli. E’ come se ci fosse, in lei, una vena di ricordi, di collegamenti che mi riempie di orgoglio di essere della sua gente. Perché il mio posto è bellissimo per queste storie, non credo siano uniche ma sono eccezionali. Ho scritto un pezzo sulla mia difficoltà ad andare a visitare i mie morti, perché non riesco ancora a farmi capace che non ci sono più.

Confesso non riuscirei a vivere se mi rendessi conto che mio nonno Lidano non c’è più, che mia nonna Pippa non mi aspetta, che mio padre non mi lanci uno sfotto’ quando torno da uomo che voglio essere e ragazzo che per lui sempre sono, o pensare che mia madre che non prepara la sua prossima stranezza o non mi fa vedere l’ultimo abito da sposa che ha cucito che, sono certo, parrà di nuvola

Lei, Filomena (si chiama come mia nonna, un nome bellissimo), mi scrive una storia, una sua storia. Lei va al cimitero con la discrezione di chi ha gran dolore e dal 1978 ha adottato la tomba di un ragazzo che sta li da fine ‘800, non ha più nessuno, sulla lapide c’è la sua faccia scolpita nel marmo, bello come doveva essere, innamorato come sicuramente è stato.

“Sulle tue ceneri

Aurelio diletto

 da fiero malore spento nell’april della vita 

la madre ed il fratello 

Rosa Ficaroli, Luigi Baccari

pongono questo marmo 

il tuo spirito gentile

a lor sorrida dal seme di dio

e ne scemi il dolore

della tua dipartita

1892″

Era il figlio del falegname del convento di Santa Maria delle grazie, questo gli permise questa “nobile” sepoltura, aveva perso la mamma ed era morto giovanissimo, lo battezzò la nonna.

Ma lui, lui che non ha nessuna memoria, lui che si è perso nella dimenticanza del tempo, ha questa cura di Filomena che lo ha fatto vivo, lui che della vita aveva visto solo aprile, un ricordo di marmo non invano.

Ora che vi ho raccontato la storia che vi ho raccontato, capite perché piango, di tanto in tanto la tristezza dei tempi presenti del mio mondo, perché è stato un grande mondo

Aurelio è andato via oltre 125 anni fa, in un altro mondo, ma c’è un amore, una pietà che lo tiene in questo mondo.

Ps: se andate al cimitero di Sezze, allungate un fiore ad una tomba che non ha colore. Sarà bellissimo e sarà la cosa più setina che potreste fare