Treno dixit 28/ Le opere perse della destra perduta (salvo il Maresciallo)

Treno dixit 28/ Le opere perse della destra perduta (salvo il Maresciallo)

4 Novembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Pare che il maresciallo sia stato investito da una crisi mistica, il presidente ed il marinaio giurano di averlo visto genuflesso in chiesa alla funzione della mattina di domenica. Conversione, comprendere l’errore ed emanciparsi. Certo la crisi è profonda, infatti oggi sul treno non c’è.

L’assessore gongola “la pensione di reversibilità non va persa”, il presidente è giulivo “ha salvato due anime perse”, il marinaio ha la barba che fa stile. Il resto è giubilo. C’è anche motodonna, distesa e giuliva: partire da Cesano salva, partite da Pontenuovo rattrista.

Ma questa è politica interna, l’assessore comunica il nodo del giorno: le piogge uccidono gli alberi e senza alberi nessuno si salva. Critica Coletta, ma va puntualizzato “Certo che quando c’eravate voi avete fatto gran che”.

Ci pensa, e ripensa, cerca una cosa fatta in 20 anni di centrodestra a Latina, o destra destra (fare voi). Sta in difficoltà: chiuso il teatro, chiuso il palazzetto ma sono robe dei democristiani, la destra che fece?

Si riprende… le rotonde e il sottopasso della Pontina. Su questo eccepisco: non è stato Titta a farlo, un dono setino per i tanti setini che vivono nel piano in attesa di giusto ritorno. L’assessore ammette: “sì, hai ragione, è di Titta”.

Quindi? Ammette… semo scherzato e questi di adesso? Dolcetto scherzetto. Se la ride dicendo una verità: pe fa politica ci vorrebbero gli uomini, ci vorrebbero grandi uomini vestiti di umiltà, si vedono piccole entità armate di presunzione.

Meglio tornare a salvare il maresciallo dal peccato, e sulla via di Damasco Paolo rinsavì, sulla via Ninfina il Maresciallo si salvò dagli inferi.

 

Conversione di Paolo