Latina, Pd-Lbc ripartire dalle cose

Latina, Pd-Lbc ripartire dalle cose

11 Novembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Pietro Nenni la chiamava “politica delle cose” che si traduceva nella frase “fai quel che devi, accada quel che può”. L’ho già richiamato per Latina, lo ribadisco, in un bisogno di questa comunità di avere riferimenti per affrontare tempi non difficili, ma terribili.

Tra breve chiuderà la base Nato di Chiesuola e potrebbe essere seguita dalla scuola di volo dell’aeronautica militare del Comani, l’industria farmaceutica che regge è dentro un processo di decentramento verso India e Cina che presenterà a breve il conto, la comunità si sta “disgregando” verso la periferia romana seguendo la linea ferroviaria trasformandoci in dormitorio della capitale. Non riusciamo a creare eccellenze ma ripetiamo le nostre mediocri deficienze. La città, per restare a Latina, non si sta caratterizzando ma banalizzando. Queste sono le “cose” di Nenni, e cosa si deve fare? “Politica”, creare terreni di confronto, idee al di là di quelle che abbiamo già detto. A destra questo avviene intorno alla forza, propulsiva, della Lega, a sinistra c’è melina. L’incontro tra Latina Bene Comune e Partito democratico è un bisogno delle parti ma anche di sistema.

Un ragazzo dietro il bancone di un bar mi riconosce e ridendo: “certo lei ce l’ha con Damiano Coletta“. Rispondo: “con la sua occasione perduta”. Lui, si ferma, ci pensa: “io l’ho votato, non so se lo rifarei, ma quelli di prima no…”

Resto delle mie critiche a Coletta, ma debbo segnalare le possibilità, di una idea di città da contrapporre ad un’ altra. La Lega non deve farsi percepire come “quelli di prima”, ma gli altri debbono “fare qualcosa per domani”. Qui è lo scontro, non dovrebbe interessare a Coletta e ai leader del Pd il colore dei gatti, ma la loro capacità di acchiappare i topi, nella consapevolezza che la strategia è antitopo. Altrimenti non faremo un favore ai gatti, ma li faremo pingui mangiatori di crocchette, incapaci di caccia.

Altrimenti? Non ci saranno che “rinculi” della storia e non proiettili per abbattere i muri del passato.