Marco Cifra, l’uomo che fa mangiare le Lamborghini

Marco Cifra, l’uomo che fa mangiare le Lamborghini

13 Novembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Chi, di quelli oggi ex bimbi del baby boom degli anni 60, non ha avuto una Lamborghini della Polistil? E dalla bocca è uscito mille e mille volte il rumore inconfondibile del suo motore immaginato.

C’è una foto in bianco e nero di un bar di Latina, si chiamava Cifra al Corso, ed aveva una macchina (una mille e 100) che sostava sola davanti.

Quando cresci mica conosci gli incastri della vita, che portano a mettere insieme l’illusione di una Lamborghini ad un’aroma di caffè all’ingresso di un cinema dove andavi a “importare” sogni di celluloide. Marco Cifra mi ferma sulla strada che costeggia i giardinetti, lui è “erede” di quel bar al corso. Ha la faccia inconfondibile del cognome che sa di Vassiano (Bassiano per gli italiani) come il mio nome, Lidano, sta a Sezze (lontana). Mi parla in dialetto ridendo nello sfottò lepino: “ma vi è a vede che ho fatto?”. E mentre vado al “fatto”, mi racconta un “fatto”. Vado a fare il catering alla presentazione della Lamborghini a Roma.

La Lamborghini? Sì, si la Lamborghini, quella del Toro rampante, quella di Ferruccio Lamborghini che sfida Enzo Ferrari.

“Mo la Lamborghini “mangia” vassianese?”. “Vero Lì, guarda le foto”. Vero sì, nella foto tutto non è bello è bellissimo e Marco Cifra con il suo buffet è come un pesce nell’acqua, uno stile di antichissima cortesia, uno stile di chi si “invento” il bar in un posto dove ogni cosa era da inventare. Marco mi “invade di foto”. “Dai da mangiare alle Lamborghini…” “ma che te inventi” e ride.

C’era una volta un bimbo aveva una Lamborghini, piccola di metallo, e un bar accanto ad un cinema e c’è ora un imprenditore che fa mangiare la Lamborghini. Dedicata a Marco Cifra, da quel bimbo che ogni tanto invade la testa di un vecchio signore.