Treno dixit 32/Le sarache, flash mob al Carso
20 Novembre 2019Il treno sta avanti, se in Italia vanno di moda le sardine i trenisti già stanno a “prezzà le sarache”. Per chi non fosse di qui le “sarache” sono le aringhe (stessa famiglia delle sardine) e il prezzarle è l’operazione di “quotazione” ai mercati generali. Se l’Emilia Romagna fa delle sardine la nuova frontiera dell’antisalvinismo, il treno punta all’arringa. L’assessore, è cheffo provetto, già pensa a come farle in salmì, il maresciallo ci fa una storia sopra, il presidente ed il marinaio già le hanno digerite. “MI raccomando – fa l’assessore – citami oltre a Fausto Furlanetto anche Paride Martella che altrimenti si offende”. Ma per le aringhe? “No, no, per la vita”. Comunque pare che le sarache pontine si riuniscano alla piazza del Carso, nell’ex caffe del borgo, oggi bar Lodi. Per ragioni politiche? Contro Durigon? No, no, per mangiare e far festa. In fondo i cispadani avranno scoperto il lavoro, ma prima hanno dato al mondo il clintò.
Le sarache sono il fenomeno sociale prossimo venturo, le sardine ne sono la parte nobile, le sarache quella papalina, e si capisce dalla faccia del presidente che ha la stessa espressione del gatto quando alla saraca ci mette le zampa.


