Latina, il Campus inaugura i concerti d’autunno

Latina, il Campus inaugura i concerti d’autunno

21 Novembre 2019 0 Di Luca Cianfoni

Ieri 20 novembre, al Circolo di Latina Sante Palumbo è andato in scena la prima serata dei concerti d’autunno della Fondazione Campus Internazionale di Musica di Latina con il quartetto di fiati Echos Wind Quartet.

Echos Wind Quartet aprono i Concerti d’autunno del Campus

Piove. Continua a piovere in questo novembre non dando alcuna tregua di sole. Senza soluzione di continuità prosegue però è anche la trepidante vita musicale di Latina, di cui è sempre protagonista come sede ospitante il Circolo Cittadino Sante Palumbo. Questa volta si ospita la prima data dei concerti autunnali del Campus, tradizione musicale viva nella città di Latina da decenni. Nella sala del Circolo ad aprire questa nuova stagione musicale c’era il quartetto di fiati Echos Wind Quartet, composto da Giuseppe Pelura, flauto, Flavio Troiani, oboe, Paolo Montin, clarinetto sib, Marco Dionette, fagotto.

Il racconto della serata

I quattro musicisti nella consueta mise nera, eseguono un programma molto particolare, che sfoglia quasi tutte le epoche musicali. La caratteristica di questo ensemble e delle musiche della serata è che delle 7 opere eseguite 6 sono trascrizioni. Un’operazione molto interessante che ha portato negli ascoltatori un nuovo tipo di esperienza. Le musiche di Bach (Fuga in sol minore BWV 578, Sinfonie a tre voci nn. 1- 2 – 4 – 5 – 8) e di Mozart (Andante in fa maggiore K 616, Fantasia in fa minore K 608) addirittura sono trascrizioni dall’organo. La scomposizione della scrittura dell’organo nei loro strumenti originari è stata un’esperienza d’ascolto unica. Nelle opere di Bach infatti le voci risultano più chiare e distinte, rendendo ancora più cristallina la scrittura musicale del maestro barocco tedesco. Questo modo di ascoltare Bach porta il livello d’ascolto sicuramente a un gradino più alto, rendendo gli ascoltatori più consapevoli della complessità e allo stesso tempo dell’unicità della musica e della scrittura di Bach. La riscrittura che l’ensemble opera ogni volta che esegue un brano per organo suonato con gli strumenti originali, rende l’atmosfera delle opere molto più affabile e delicata, facendo a meno dell’austerità dell’organo, ma senza per questo togliere qualità ai brani eseguiti. Dopo aver ascoltato l’esecuzione dell’Andante in fa maggiore K 616 di Mozart addirittura, sembra che quest’opera scritta per organo potrebbe essere stata concepita in principio come un quartetto di fiati e poi trascritta per lo strumento da chiesa. Le tre danze morave di Janàček sembrano trasportare tutto il pubblico in un film, dove il quartetto Echos Wind Quartet è il protagonista della colonna sonora di una pellicola ambientata a Praga; mentre le bellissime pagine liriche del compositore norvegese Grieg, sembrano far rivivere atmosfere romantiche e personaggi della tradizione nordica, come lo spirito ingannatore Puck. Infine le musiche di Quatuor del contemporaneo Jean Françaix, lasciano il pubblico in una disposizione lieta, grazie all’atmosfera frizzante e alla scrittura comunitaria di questa musica, dove ogni strumento sembra finire la frase musicale dell’altro.

Concerti d’autunno del Campus di Musica, un’occasione per rivalutare Latina

Grande prova interpretativa dunque del quartetto di fiati Echos Wind Quartet, che ha saputo eseguire con maestria e meticolosità brani scritti per altri strumenti e che quindi hanno messo non poco in difficoltà gli esecutori. Ottimo infine il lavoro del Campus Internazionale di Musica di Latina che con la sua permanente azione musicale, si erge costantemente come promotore di cultura in una provincia e soprattutto al centro di una città che forse alle volte un po’ dimentica chi è, le cose buone che produce al suo interno, guardando solo fuori da sé credendo che solo oltre le sue mura ci sia del buono.