Treno dixit 36/ Il mercato americano di Latina che nostalgia

Treno dixit 36/ Il mercato americano di Latina che nostalgia

4 Dicembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

LA FATICOSA PARTENZA (con appello)

Del Presidente non c’è traccia, lo spagnolo ancora il sole non sorge ha già tradito richiamato da un posto libero davanti ad una bionda. Dicono che lo hanno visto in Giamaica in preda a paradisi artificiali. IL maresciallo prenderà il caffè con il medesimo rischio che avevano i carbonari al Caffè Pedrocchi rispetto alla polizia austriaca. Eccolo l’assessore ha un albero di Natale “lo metto in ufficio”. In fondo anche lui ha un cuore da babbo Natale.

IL MERCATO AMERICANO E LA TRATTATIVA DI MAMMA

Ma è nostalgico e la piglia di malinconia: “ti ricordi il mercato americano”. Io dietro “o degli stracci, o del martedì”. iI andava mia madre, che faceva la sarta, a comperare gli “scampoli” (sono i rotoli di tessuti avanzato da grandi stock di tessuti). La trattativa iniziava che non era ancora giorno, mamma proponeva l’acquisto a mille lire, l’altro ne chiedeva 100 mila. Una forbice così larga che ci potevi tagliare in due il pianeta. Io mi vergognavo come un cane. Discussione lunga, poi mamma andava via, passava ad altra trattativa, del medesimo tenore. Ogni tanto, a scadenza di una quarantina di minuti tornava: le mille lire erano diventate 1200 lire, le 100 mila lire, 97 mila, stesso abbandono. Ore, ed ore. Verso l’una il mercato chiudeva e la trattativa: lo scampolo veniva ceduto a 12 mila lire, dodici volte di più dell’offerta , ma quasi altrettanto rispetto alla controproposta. Ciascuno, poi, pensava di aver fregato l’altro: io ho semplicemente capito l’equilibrio del mercato, e pensa che ci sia una giustizia al mondo (almeno nei prezzi).

GLI STRANIERI (che strani)

A Latina di “stranieri” se ne vedevano pochi, al tempo del mercato, ma quei pochi puntualmente li incontravi il martedì e ti chiedevano “per il mercato americano?” e ti sentivi un poco internazionale. Il mercato si sviluppava intorno al carcere, che confusione, che gente, che banchi, che prezzi e che affari. Ora? Ora è uno slargo vuoto con un protobar abbandonato dentro una desolazione per quanto era vivo e il martedì un ventesimo di quello che fu sia nell’offerta, sia nella domanda.

CONCLUSIONI

Il maresciallo ascolta, storie che manco immaginava, poi da materialista storico propone: ma facciamo un ente mercato americano, con presidenza, amministratori… Che idea, l’assessore annuisce e già si sente alla guida della barca. Che bello era quando gli stracci erano americani, mo so cinesi, e ogni cosa aveva un presidente, ora tutto è assente senza presidente certo ma anche senza presenze, vuoto.

Siamo a Termini, la signora grandi forme ci passa davanti noi gradiamo e buon giorno. Lo spagnolo? Dicono che lo cerca la polizia rasta della Giamaica la sua estasi è strana anche per loro.

Foto: Renato Guttuso, Vucciria