Latina, sfida Boccherini-Haydn, abbiamo un vincitore

Latina, sfida Boccherini-Haydn, abbiamo un vincitore

5 Dicembre 2019 0 Di Luca Cianfoni

La sfida sui quartetti d’archi tra Luigi Boccherini e Franz Joseph Haydn, ieri 4 dicembre ha tenuto impegnati i numerosi spettatori accorsi per il terzo concerto d’autunno della Fondazione Campus Internazionale di Musica. L’esecuzione a dir poco magistrale dell’Ensemble Apollon ha messo ancora più in difficoltà i musicofili del Circolo Cittadino di Latina.

Il programma del concerto dell’Ensemble Apollon

È sempre un piacere poter scegliere tra due cose belle, soprattutto se si tratta di musica e soprattutto se eseguite in maniera impeccabile. Ieri sera il pubblico del terzo concerto d’autunno della Fondazione Campus Internazionale di Musica si è trovato davanti a due autori di musica classica eseguiti dall’Ensemble Apollon, che ad armi pari si contendevano lo scettro del quartetto d’archi. Il programma infatti prevedeva l’esecuzione di 4 opere, 2 scritte nel 1761 dall’italiano Luigi Boccherini e le altre 2 scritte da un ben più maturo Franz Joseph Haydn nel 1769. Un programma dunque interessante e avvincente non solo per la bellezza indiscutibile di questa musica, ma anche per l’intelligenza della sua costruzione che ha permesso al pubblico presente di mettere a paragone due artisti contemporanei che si sfidavano sullo stesso campo musicale del quartetto d’archi.

Il primo round della sfida musicale

Il primo round della sfida musicale vedeva sfidarsi il Quartetto in do minore op. 2 n. 1 del compositore italiano, contro il Quartetto in re minore op. 9 n. 4 del compositore austriaco. Due opere in minore dunque in cui la vena malinconica e dell’inquietudine ha dominato preponderante soprattutto nel primo movimento boccheriniano. A esaltare l’orecchio della platea è soprattutto il terzo movimento, che con il suo ardire armonico e ritmico ha suscitato emozioni contrastanti; il tema principale che rimane ben stampato nelle orecchie degli spettatori sembra essere la sonorizzazione di un pensiero dubbioso che si insinua all’interno della nostra mente per non lasciarla più. Il quartetto haydniano invece risulta molto più maturo ed equilibrato nella scrittura, i tempi sono quattro invece che tre come nell’opera di Boccherini e a stupire l’uditorio è soprattutto la scrittura virtuosistica del violino nel primo tempo e il la capacità camaleontica di trasformazione e dissoluzione del tema musicale presente nel minuetto.

Il secondo round del Concerto d’Autunno del Campus

Si cambia campo e adesso si gioca tutto sulla tonalità maggiore. Si inizia da Haydn con il Quartetto in la maggiore op. 9 n. 6 che inizia con un tempo danzante che esalta ancora una volta il violino di Alessandro Buccarella. Il maestro sente la musica nel sangue e si vede, salta sulla sedia, detta i tempi con il suo archetto ma anche con lo sguardo. L’ultimo movimento poi è come un fulmine nel cielo finalmente sereno della pianura pontina: velocissimo, rapido, accattivante, chiude questo quartetto in maniera repentina e fiammeggiante. Infine il Quartetto in si bemolle maggiore op. 2 n. 2 di Boccherini in cui il vero strumento protagonista è il violoncello, strumento suonato dallo stesso compositore italiano. Nel secondo movimento infatti la scrittura per questo strumento è molto virtuosa e fa ricorso anche all’espediente del pollice come capotasto (oggi prassi esecutiva, ma novità assoluta per l’epoca) per ampliare le capacità sonore del violoncello. A stupire però tutto il pubblico del Concerto d’Autunno del Campus Internazionale di Musica è la fuga con spirito che chiude il quartetto boccheriniano. Anche questo, come l’ultimo tempo haydniano è un movimento fulmineo ma che ha conquistato il pubblico per la sua gioia, brillantezza e capacità di scrittura dell’appena diciottenne Luigi Boccherini.

L’Ensemble Apollon e il risultato della sfida del concerto del Campus

Ad impreziosire ancor di più questa musica infine è stata l’esecuzione magistrale di tutti gli elementi dell’Ensemble Apollon, Alessandro Buccarella, I violino, Alessandra Xanto, II violino, Adelaide Pizzi, viola e Fabrizia Pandimiglio, violoncello. Il loro affiatamento è stato a dir poco perfetto evitando così qualsiasi imprecisione, le loro dinamiche sono state curate maniacalmente tanto da arrivare a suonare i pianissimo sfiorando appena le corde dei loro strumenti senza perdere né definizione, né timbrica. Precisione e sentimento dunque, mente e cuore, sono le due anime che battono nel cuore di questi musicisti. Infine sulla sfida musicale il primo round è da aggiudicare al musicista austriaco, per la maturità della sua scrittura, mentre nel secondo round la vittoria è da assegnare a Luigi Boccherini soprattutto grazie alla sua fuga con spirito (che è stata anche il bis dell’Ensamble). Volendo dunque assegnare una vittoria simbolica a uno dei due artisti in relazione alle opere eseguite, si può dire che ai punti vincerebbe anche se con lo scarto minimo, Haydn, per la sua scrittura più matura e completa. Da non sottovalutare però la menzione d’onore d’obbligo da fare a Luigi Boccherini, un compositore che a diciotto anni, per primo in Europa ha fondato il genere del quartetto d’archi nella forma professionale, elevandolo dallo stato di puro divertimento in cui lo stesso Haydn lo esercitava.