La cronaca che dimentica gli errori della Storia

La cronaca che dimentica gli errori della Storia

10 Dicembre 2019 0 Di Glenda Castrucci

Che la Storia insegni è un dato di fatto. O meglio, dovrebbe essere, un dato di fatto. Dico
“dovrebbe” perché se la Storia non viene studiata, e se viene mal interpretata, o semplicemente
presa a pizzichi e bocconi, succede che tutto si capovolge, che alcune cose vengano dimenticate, o
addirittura cambiate. La Storia per quanto noiosa sia in alcune epoche, va saputa, perché grazie a
lei dentro ognuno di noi nasce un credo, si diventa cittadini nel mondo. “Conoscere i gravi
accadimenti per non ripeterli”, ci dicono a scuola, all’università e anche per strada. Ebbene è con
grande dolore che affermo che la storia, adesso, oggi, è morta. Si chiacchiera, si vocifera sempre
su tutto, si esprimono le proprie opinioni, si dispendono i propri consigli, si elargiscono false e
ipocrite informazioni. Si cerca di cancellarla la Storia.
C’è chi sostiene che c’è bisogno di tornare ad un regime totalitario o autoritario, chi ancora parla
di Fascismo cattivo e Comunismo buono, chi dichiara di essere una sardina e non sa perché il 6
dicembre è sceso in piazza, ma in compenso ha concertato un “Bella Ciao” fuori luogo, chi fa della
politica una mera questione di diritti omosessuali e chi, ancora, ha le idee parecchio confuse.
A chi è convinto dei benefici di un regime dittatoriale, ricordo i gulag dell’Unione Sovietica di
Stalin e Bergen-Belsen di Hitler, il golpe di Augusto Pinochet in Cile e il franchismo di Francisco
Franco in Spagna. La Shoah e le Foibe sono realmente esistite, entrambe, eventi simili non
meritano di essere classificati come più o meno importanti, i loro morti vanno rispettati in silenzio.
Non c’è politica, di destra o di sinistra che sia, a non aver commesso madornali errori, e tanti altri
se ne stanno commettendo oggi. Ma la Storia non si può cancellare, per quanto brutta sia stata in
certi momenti, non si possono negare gli abomini, non si può dimenticare la sofferenza di intere
nazioni. Si può ripartire dagli errori del passato e tentare di migliorare il futuro, eleggendo al
potere non chi ci fa la promessa più grossa, non chi potrebbe portarci vantaggio personale, non chi
inneggia ad una rivoluzione che mai ci sarà, ma chi ci crede in quello che fa perché si è sempre
battuto per il suo popolo e lo ama. La Storia ci insegna, dovrebbe… forse non viene capita, forse
non vuole essere capita, ma esiste.
Esiste anche Latina (Littoria), dal ’32, costruita, come ci dice la Storia, nel ventennio fascista. Latina
c’è, ci viviamo, c’è chi la ama e chi la odia, ma c’è. È la testimonianza della dittatura di Mussolini, lo
sarà sempre. Si potranno cambiare i nomi ai parchi e alle vie, si potrà far finta di dimenticare, ma
rimarrà sempre la città voluta da un fascista.
Quello che è stato è stato, non si può celare, non si deve obliare. Non è possibile modificare ciò
che è dietro di noi, ma si può farlo con ciò che ci è davanti. Si parla tanto, ma si sa poco, non c’è
interesse nel sapere cosa è successo e cosa succede, si vuol solo far baccano portando l’acqua al
proprio mulino, nascondendo fatti per avvalorare le proprie tesi, diffondendo la bugia e le false
notizie, commettendo ancora e ancora scempiaggini e vergogne. Ma la Storia si deve conoscere e
ricordare, si deve imparare e commentare, criticare e migliorare. La Storia è amica della Politica, e
sebbene la verità faccia male, non si può far finta di nulla. Per cambiare le cose c’è bisogno di
menti pensanti che ragionino con razionalità, di bocche sincere, di fatti concreti, di occhi aperti e
di spirito energico. Sì, perché la Storia di deve leggere, ma si deve anche scrivere.