Latina oggi pareva quasi un’orchestra jazz
15 Dicembre 2019La città faceva rumore, non chiasso ma rumore si. Latina quando vuole diventa un poco diversa, dimentica il silenzio che è il suo male e fa finta di tornare ad osare.
La città è piena, piena di gente con le signore indaffarate, le ragazzine che si scoprono signore a fare regali e i ragazzi che fanno i complici di questo maturare. Gli uomini si guardano intorno come se lo spettacolo fosse la gente, per loro invece sono le vetrine e il mondo scorre, vene che trovano sangue, arterie che vanno al cuore di quella piazza del popolo così carina con le giostrine e i bimbi che non sanno che stanno scrivendo ora i ricordi di domani. Ricordi quando andavamo alle giostrine in piazza, ora che prendiamo caffè sulla luna.
4 ragazzine davanti a H&M che giocano in fila con i cellulari sedute sullo sbalzo del marciapiede e la luce gli illumina il volto, intorno fanno i pacchi. Madre e figlia commentano la storia dei regali a quel parente acquisito e incapace del gusto che a loro è riservato. Due ragazzi protestano per quel cavolo di turno al lavoro che farà barriera alla festa di Capodanno, ma poi le cose si aggiusteranno.
All’angolo del Giacomini davanti la gioielleria di Brusaporci dei ragazzi hanno messo dei cartoni sulla strada, come una scacchiera dove cavallo e re sono loro che cantano rap, che suonano rap, che intorno la gente guarda come facevano alle fiere con i mangiatori di fuoco e i bambini hanno gli occhi sgranati. Pare vita

E la luce fa il resto, mica lo riconosci questo posto quando pare di andare alla fiera, pare il rumore postumo del Giro di Peppe, pare la voglia della gente di uscire dal torpore troppo lungo, dalla paura troppo dolorosa, dalla quiete che era quasi morte.
Latina si è svegliata, il cielo annuncia la luna e le ragazze hanno messo l’abito buono, i ragazzi quello che li fa alti grandi e fichi, sarà per un giorno o per poco, ma a Latina oggi c’era un tempo bellissimo, tempo di gente, quasi jazz.


