L’albero di Natale del “tocca cala”, lo spirito dell’amicizia
20 Dicembre 2019Vado per ragioni di tasse all’agenzia delle entrate riscossioni, in via Monti Lepini a Latina. Mi metto ad un angolo, l’attenzione mi va su due signori, riconosco l’accento dei miei posti, e l’argomento dell’animo mio che è contadino. Parlano della fatica di tagliare un albero, di come si lavora togliendo la “scorsa” che è la corteccia. Ma ogni fatica di quell’albero è niente al confronto di questo stare qui, tra signori incravattati, donne imbellettate e computer.
Sono amici si vede da lontano, si percepisce e sono qui insieme per non esser soli, un albero gigante lo buttano giù con una mano, le chiacchiere qui sono fatica gigante.
Hanno gli occhi grossi, la meraviglia pure e capisco perché lì guardo… perché mi guardo. C’era e c’è ancora un amico mio che quando andava in città, passava a prendermi per non esser solo, e lo facciamo ancora, ed ora che ci penso è da mezzo secolo fa. Un altro che ho paura e passo “tocca cala”, lui scende e non sono, non è solo, nella grande città. Siamo quei signori la, siamo occhi sgranati in un oggi che doveva essere quel domani che avevamo sognato e che ora “non è stato”.
Per loro era l’albero, per noi un poco di domani. Ma forse ci siamo sbagliati era tutta una scusa per non stare soli. La gente ci guarda e non capisce il perché, l’utilità, non la capisce perché non c’è è l’inutile bisogno essenziale di essere amici, di aver condiviso e fatto più piccola questa città.
E’ guardare computer e signori incravattati, mai portato cravatte, cappelli sì, ma per vanità al freddo incipiente.
In fondo il Natale è qui, è andare insieme a parlare di tasse in italiano, ma non da soli, affrontare il giorno con una solidarietà anche di piccola mano, è passare il tempo perdendolo a vanvera (senza senso) è non dimenticare nessuno, nessuno mai, e quanto è troppo quella breve assenza dire “tocca chiama gl’amaretto” se non sa perso Enzo, e continua la giostra di questa vita nostra senza cravatta, col tempo perso, col tempo nulla e non avere niente da fare se non stare è il lusso più grande.
Passa uno e sgasa con la Lamborghini, ma è solo e lo guardo con pietas non sa la differenza tra l’abbaglio e la bellezza, che noi cominciammo con una Lambretta.
“Tocca cala” e gli albero di Natale di essere amici.
PS (uso interno): dedicato nacica a nu, ca iatri se lo fao pe isci. Non è citato ma sete capito che i filo è Dammiano


