Il mare di Latina “sparito” a Natale
24 Dicembre 2019La quiete dopo la tempesta e la malinconia del mare di Latina
Il sole di questa mattina ci ha rallegrati un po’ tutti dopo il cattivo tempo di ieri. Ci voleva proprio un bel
tempo giocondo, un regalo per Natale.
La quiete dopo la tempesta porta alla luce quello che il buio delle nuvole ha celato, quello che fulmini e
saette hanno causato nelle ore maligne.
Non sono una figlia legittima di Latina, abito e sono cresciuta a Latina Scalo, sono nata a Sezze. Vivo Latina
da pochi anni, ma il ricordo più bello della mia infanzia è quel mare stupendo, quella sabbia bollente,
l’odore della salsedine e il rumore delle onde… il mio ricordo più bello è il mare di Latina, quello che era.
Aspettavo trepidante l’arrivo dell’estate perché mia madre, ogni mattina, da giugno ad agosto, mi portava
al mare. Era una gran fatica per lei, che il mare non lo ama, ma per me era una cura, necessitavo dell’aria
salmastra per guarire la mia brutta allergia ed evitare attacchi d’asma. Spesso mi ci portavano, mamma e
papà, anche d’inverno, per respirare dal finestrino della macchina e stare un po’ meglio. Ero felicissima del
mio mare da quadro, avrei voluto passarci l’intera giornata senza tornare mai a casa, mi divertivo a giocare
tra la sabbia, amavo, e amo ancora, raccogliere le conchiglie e portarle all’orecchio per ascoltare il rumore
delle onde. Era fantastico il mare quando ero piccola, non mi serviva null’altro per avere un po’ di gioia, mi
bastava passeggiare sulla spiaggia brillante e fare il bagno nell’acqua cristallina. Le vacanze estive le
preferivo rispetto quelle natalizie, il disegno della mia villeggiatura era sempre quel mio mare.
Ma il mare di adesso è bel lontano da quello del mio ricordo di bambina. Non è bello come rammentavo,
non aspetto con ansia la bella stagione per andarci, non ne ho voglia, non mi piace. La mia allergia è
migliorata ma sono comunque costretta ad andare in spiaggia ogni tanto, nei periodi in cui è più forte, e per
me non è felicità, ma malinconia. È sempre grigio, per me, il mare di Latina, è sporco, non curato, non
amato. La più grande ricchezza che possiede la nostra città è abbandonata come se di poco conto, come se
a nessuno importasse. Ci mancava solo che il maltempo ci mettesse il suo zampino, come se non sapesse
già quanto il nostro mare soffre combattendo per restare sempre bello come un tempo.
Quando passeggio sul lungomare e vedo quel che vedo, recupero dalla mente il ricordo del mio mare di
bambina, col sole che abbaglia, allegro lui e che allegria porta a me. Quel che ne resta adesso è un
paesaggio desolato, illuminato certo, ma colmo di macerie, difficile da raggiungere, brutto e triste.
Rivoglio quel mare, il mio mare di bambina, rivogliamo tutti quel mare, con la sabbia che brilla e la spiaggia
da film.
Questo è quel che rimane del nostro gioiello dopo la tempesta.


