Sulle note sussurrate della Polifonica Pontina

Sulle note sussurrate della Polifonica Pontina

8 Gennaio 2020 0 Di Maria Corsetti

C’è tanta musica a Latina, ce n’è tanta e tale che capita di assistere a concerti ai quali si va perché un’amica ti telefona e ti invita. Ti chiede se nel pomeriggio ti andrebbe di ascoltare qualche canzone natalizia. E ci vai un po’ perché sei stata invitata, un po’ per curiosità, un po’ perché quel nome, Polifonica Pontina, lo hai già sentito e potrebbe valerne la pena. Sono le 19 del 6 gennaio, nella Chiesa di Borgo Sabotino è da poco finita la messa, ma le luci restano accese. Poi si fanno soffuse ed entra un coro illuminato da candele, in un momento è atmosfera e suggestione, è bellezza. Le voci diventano una sola, poi due, poi mille sfumature che corrono tra i banchi. I volti sono seri, concentrati sulle note, sugli spartiti. E’ gente che nella vita fa altro, ma che nelle sere d’inverno e d’estate si ritrova nella sagrestia della Chiesa SS Cuore di Gesù per allenare la propria voce, affinché possa dare vita a quel mistero che si chiama arte.

Si ascolta con la mente, si ascolta con il cuore e oltre ogni nota si avverte il lavoro che c’è dietro, di chi quelle note le ha pensate, di chi le ha rese materia prima per l’anima, di chi le ha dirette.

Sono passati quarant’anni da quando la Polifonica Pontina ha iniziato la sua attività. Quattro decenni mettono a dura prova chiunque, eppure si va avanti tra successi – tanti fuori città – fatica e soddisfazione. Sempre in cerca di voci nuove, magari qualcuna maschile in più, che le donne, nonostante lavoro e famiglia, rispondono sempre alle chiamate.

Alle vulgate, ai luoghi comuni anzi comunissimi su Latina e dintorni ci sarebbe da aggiungere che di musica ce n’è tanta, ma tanta davvero e che viene offerta a piene mani. Che nel qualificarsi come “Pontina” la Polifonica porta alto il nome di una città che ama l’arte e non lo dice. O meglio, non lo urla, lo sussurra. Ma il sussurro è come un sottobosco la cui bellezza è destinata a rimanere nascosta per essere scoperta da chi sa amarla.

La Polifonica Pontina è diretta dal Maestro Massimiliano Carlini e accompagnata al pianoforte dal Maestro Gianluca Biondi. Il Concerto dell’Epifania è stato presentato da Carlo Carturan. Che nella vita fa l’avvocato, ma nelle sere d’inverno e d’estate tira fuori la sua passione per il giornalismo e, con il piglio del cronista preparato e appassionato, introduce i brani. Sempre sussurrando, solo qualche accenno ben confezionato per accompagnare il pubblico tra le note di un coro di meraviglie.

www.polifonicapontina.it

Nella foto: un momento del concerto del 6 gennaio 2020