Se sei ricco ti tirano le pietre. A no, pardon: diventi piu’ ricco
13 Gennaio 2020“Cresce il divario tra chi guadagna di più e di meno. In Italia il 20% della popolazione con i redditi più alti può contare su entrate superiori a sei volte quelle di coloro che sono nel 20% dei più più in difficoltà”. Parola di Repubblica e costatazione che esiste una questione sociale, esiste in Italia la “guerra di classe”.
I dati sono di Eurostat che spiega come la forbice tra i più ricchi e i più poveri nel 2018 è aumentato passando dal 5,92 al 6,09. Il top è stato raggiunto nel 2016 con 6,27.
L’Italia ha il rapporto peggiore tra i paesi più popolosi con la Germania a 5,07, la Francia a 4,23, il Regno Unito a 5,95 e la Spagna a 6,03 in deciso calo sull’anno precedente. Restando a Repubblica. L’Italia è il paese più iniquo e anche quello che cresce di meno, quindi dare ai ricchi non fa sviluppo, la giustizia sociale si.
Ma il nodo è politico perchè questo andamento ha responsabili, quelli che avevano la responsabilità della giustizia sociale, non bisognava togliere lo Statuto dei lavoratori, ma fare “solidali” quelli che prendevano di più. Il merito premia ma deve dare anche risposte ai bisogni. Non bisognava “chiudere le università” (lo chiamano numero chioso ma è questa barbarie), ma rendere più severi gli studi e investire nell’università pubblica.
Sono dati che una sinistra rigorosa deve tenere a mente e non seguire le mode, il mercato lasciato a se stesso produce il mostro dell’ingiustizia, il mercato regolato mantiene la sua vivacità non negando le necessità. Ci vuole Keynes, Federico Caffè ci vuole il senso delle cose, non l’arroganza dell’essere


