“Ci volo le scole”, Azzolina-Salvini e la “sentenza” di Titta
13 Gennaio 2020Ero ad un “erudito” convegno a Roma, con Titta Giorgi (allora consigliere regionale). Parla un signore elegante e forbitissimo, che “menava” botte di inglese condite co “na cica” di latino, per tacere di citazioni di grandi, molti dei quali sconosciuti agli astanti.
Titta seguiva con l’attenzione che hanno le intelligenze astute come la sua, quelle intelligente che “rubano” conoscenza con la scienza di sapere che bisogna sempre imparare.
Il nostro parla, si fa le battute, si compiace, si capisce. La sala ammutolisce, nessuno voleva fare la figura del non conoscente, dell’ignorante.
Titta tace. ascolta, pensa, lo inquadra. Poi mi chiede: “e Lì, ma quisso che sta a chiaccarà le te le scole?“. Dalla mia lingua madre all’italiano la domanda è: “ma questo signore ha studiato? Ha fatto studi alti?”
Naturalmente la sua scolarità era inversamente proporzionata (come succede nel 90% dei casi) agli inglesismi e latinismi usati per tacer delle citazioni e rispondo: “no Ti”
E Titta: “i allora addò cazzo va”
Ho pensato a questo piccolo aneddoto davanti a Salvini, inteso come Matteo, che “senza scole” dice a Lucia Azzolina che “alle scole ha copiato”. La differenza: lei almeno ha copiato, lui manco c’è andato.
L’Italia ha bisogno di serietà il tempo dei saltimbanchi volge al termine, inevitabilmente. Anche perché oltre a chi a scuola non c’è andato, e chi andandoci ha copiato c’è anche chi ha studiato.


