Raw, il nuovo album di Roberto Ventimiglia, tra sintetizzatori e salotto

Raw, il nuovo album di Roberto Ventimiglia, tra sintetizzatori e salotto

27 Gennaio 2020 0 Di Luca Cianfoni

È in uscita il prossimo 31 gennaio l’ultimo lavoro discografico intitolato Raw, pubblicato dalla Gusville Dischi del cantautore indie pontino Roberto Ventimiglia e per l’occasione l’abbiamo intervistato per voi.

Raw, l’album nato tra tastiere e le stanze di casa

La musica di Roberto Ventimiglia è particolare, è domestica nonostante colga un respiro più ampio, internazionale, grazie alle sue sonorità synth-pop e alla lingua inglese in cui canta. È domestica non solo perché registrata in casa (ormai una firma d’autore di Ventimiglia che aveva già pubblicato un EP registrato sempre tra le mura domestiche), ma anche perché come dice lui,

“…è una musica minimale, che può concepirsi come un soundscape essenziale, intimo che può essere un buon sottofondo musicale domestico. Mi piace pensare che ascoltare questo mio album possa essere come un ritinteggiare la pareti di casa propria, dare un nuovo colore, un nuovo vestito al proprio ambiente. Le mie canzoni nascono da casa mia e farle vivere nelle case degli altri è una grande emozione.”

Un cantautore emozionale Ventimiglia, che interpreta la musica e la forma canzone come un diario personale, in cui parlare principalmente di quel sentimento che per Dante faceva “mover il sole e le altre stelle”, l’amore. Un amore che può anche diventare distopico come in 2081 (tributo a George Orwell e al suo libro 1984) o fantasticato come in One-Hour-Love o desiderato come in Raw. Una musica che per Roberto Ventimiglia parla inglese perché fin da piccolo lui ha conosciuto la musica tramite i dischi del papà e della mamma che portavano dischi casa insieme alla spesa

“La prima musica che ho ascoltato era musica inglese e americana, mio padre è un grandissimo ascoltatore dei Creedence Clearwater Revival, per cui scrivere testi in inglese per me è stato come un parlare il linguaggio naturale della musica.”

La musica come contenitrice di ricordi

Una concezione di musica quella del cantautore pontino che va oltre le note e gli spartiti studiati a fondo durante i suoi anni trascorsi in Università a studiare Etnomusicologia e poi in Conservatorio a studiare Composizione. Infatti per lui  la musica affonda le radici nell’intimità di ognuno di noi, è qualcosa che farà sempre parte delle nostre vite:

“La musica per me è come un ipertesto delle nostre esperienze, perché grazie alle canzoni e alla musica in generale hai accesso a ricordi, emozioni, situazioni che hai vissuto, persone che tu hai frequentato in quel particolare momento in cui ascoltavi quella canzone; per me la musica ha sempre una funzione di scatola di ricordi.”

E di ricordi e rimembranze ne è testimonianza anche la canzone che chiude l’album di Roberto Ventimiglia, Christmas in Blues, in cui si scorge una grande citazione e un grande omaggio che il cantautore pontino rende ai Beatles, la band con cui è cresciuto:

“Ho voluto fare un omaggio ai Beatles e a George Harrison citando uno dei grandi brani di questo gruppo Here Comes The Sun. Sono un grandissimo fan dei quattro ragazzi di Liverpool, sia come gruppo che come autori singoli, poi a seconda dell’età ho avuto anche altre ispirazioni per la mia musica, come i Nirvana, Sex Pistols, Rem, Elliot Smith. In questo periodo un’artista che ascolto molto è Adan Jodorowsky, un’artista cileno, figlio d’arte, che canta in spagnolo. Poi ascolto anche tanta musica italiana, come Battisti, Dalla, Silvestri, Gazzè, Fabi, Brunori, Cremonini, o le band che hanno fatto la storia del rock, Afterhours, Marlene Kuntz, Giardini di Mirò.”

L’ultima fatica di Roberto Ventimiglia, Raw e il tour di promozione

Un ascoltatore onnivoro dunque Roberto Ventimiglia che per questo disco ha registrato tutto da sé, inserendosi nel filone della musica Lo-Fi, dell’home recording:

“Fatta eccezione per la batteria, che per scelta estetica ho deciso di registrare usando il campionatore che mettono a disposizioni i vari programmi di registrazione, ho registrato tutto da me, nelle stanze di casa, dalla cucina, al corridoio e anche la camera da letto. Anche per il post-produzione ho fatto tutto da me, fino al mastering. Autoprodotto in maniera integrale, rispolverando così un po’ il concetto vero e proprio di musica indipendente.”

E a proposito di musica indipendente Roberto Ventimiglia è uno che ha percorso tutta la gavetta musicale, iniziando a suonare in una band e facendosi conoscere in giro per i locali, attraverso il passaparola e la fatica dei montaggi e degli smontaggi dei palchi da solo, attraverso la paura e il timore di suonare i propri pezzi inediti e cercare di capire se piacevano o meno. Ora Roberto Ventimiglia dopo l’uscita dell’album il 31 gennaio inizierà un piccolo tour per la promozione del disco suonando il

  • 7/2 Sottoscala9 Latina
  • 28/2 Officine beat Roma
  • 20/3 ex mattatoio Aprilia
  • 18/4 Satyricon live music club Alatri

Non resta dunque che augurare il meglio a questo cantautore pontino e al suo ultimo lavoro Raw, che ha già cominciato a farsi conoscere con 2 singoli, 2081 e One Hour Love, disponibili su tutte le piattaforme streaming digitali