PPI provincia di Latina, nuovo ricorso al TAR

PPI provincia di Latina, nuovo ricorso al TAR

28 Gennaio 2020 0 Di Luca Cianfoni

Sembrava essersi placata la polemica sui Punti di Primo Intervento in provincia di Latina, dopo i vari interventi della Regione e alcuni interventi del direttore della ASL Casati. Ora invece è partito un nuovo ricorso al TAR di Roma.

La trasformazione dei PPI

Si è tanto parlato nell’estate della futura trasformazione dei PPI in PAP (Punti di Assitenza Primaria) e delle differenze che sarebbero intercorse tra l’erogazione del servizio sanitario, ma tutto sembrava rientrato quando dalla Regione, con il DCA U00469 si stabiliva  che i nuovi punti di assistenza primaria avrebbero dovuto operarein continuità con le funzioni precedentemente svolte”, ovvero si cambiava il nome ma niente nella sostanza. L’avvocato Franco Brugnola però, del comitato per la difesa del PPI di Sabaudia ha notato che

“Dopo un mese dall’avvio dei PAT (Punti di Assistenza Territoriale, ovvero le strutture che hanno preso il posto dei vecchi PPI, ndr) i cittadini non hanno ancora ricevuto una informazione circa la trasformazione dei PPI in PAT nonostante l’azienda abbia indetto una apposita gara (deliberazione n. 1088 del 20 novembre 2019) del costo di 42.700 euro IVA inclusa.”

Inoltre l’avvocato pontino, espone anche il problema del blocco di nuove assunzioni nell’ambito medico e dell’annunciato e poi ritirato adeguamento dei servizi di trasporto di emergenza Ares 118:

“La decisione di trasformare i PPI in Punti di Assistenza Territoriale non assicura il rispetto del livello dell’Emergenza Sanitaria Territoriale previsto ai punti 3 e 7 del DPCM 12 gennaio 2017 recante la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza che devono essere garantiti a tutta la popolazione della provincia. A ciò si aggiunga il mancato adeguamento del servizio di trasporto di emergenza da parte dell’ARES 118 che dopo aver indetto un avviso che a suo dire sarebbe servito a potenziare le unità a disposizione lo ha revocato. Non è stato fatto nulla invece per incrementare la rete delle elisuperfici. Pertanto insieme ad alcuni residenti nei Comuni di Cori, Gaeta, Latina, Priverno e Sezze ho dato mandato all’avv. Pasquale Lattari del Foro di Latina (il quale ha accettato di farlo pro bono) di predisporre e di presentare ricorso al TAR di Roma per impugnare il DCA U00469/2019 e la deliberazione n 849/2019 dell’Azienda USL Latina al fine di evitare possibili rischi per la salute e la vita stessa delle persone. Il ricorso è stato presentato per la notifica il giorno 23 gennaio scorso.”

Gli effetti del ricorso al TAR

Il ricorso effettuato pochi giorni fa dunque non richiede un intervento cautelare, in quanto nel DCA della Regione si garantisce “continuità con le funzioni precedentemente svolte”, ma questo atto aiuta a garantire e a difendere il diritto alla salute pubblica dei cittadini in quanto

“[…] nel caso in cui sorgessero problemi di qualunque tipo: mancanza di personale qualificato (i contratti dei medici operanti oggi nei PAT sono scaduti tutti il 31 dicembre e ancora non sono stati rinnovati), inadeguata fornitura di apparecchiature, mancanza di medicinali e di dispositivi medici per l’emergenza, ecc. si potrà chiedere la sospensiva anche prima dell’udienza fissata per l’esame del merito.”

Ancora una volta dunque una situazione precaria e stabilizzante che non contribuisce affatto a portare serenità all’ambiente sanitario locale, che in attesa delle promesse case della salute su tutta la provincia di Latina è costretta a fare ricorsi per difendere il diritto costituzionale alla salute

È molto grave che dei cittadini siano costretti a ricorrere al TAR per difendere il loro diritto alla salute, tirando fuori i soldi di tasca propria, quando ci sono persone stipendiate per gestire la sanità o che in base al principio della democrazia rappresentativa sono state elette per tutelare anche la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.