Latina, quando la città andava a gettoni
23 Febbraio 2020Negli anni ’70, quando ero un giovane ragazzo, per rintracciare gli amici e le amiche dovevi avere in tasca qualche gettone e cercare una cabina telefonica libera, il che non era per nulla facile. Le mie preferite erano quelle dove c’era la SIP in via IV Novembre, angolo via Duca del Mare. Anche lì c’era una fila incredibile. Ripensandoci ora mi viene da sorridere, ma anche un po’ da piangere guardando giovani e meno giovani, ovunque ti giri, chinati sui propri cellulari, mentre camminano, nei ristoranti, nei bar e pericolosamente anche in auto, e io non faccio eccezione.
Adoro girare per Latina di notte, in solitudine, quando tutti dormono. Vado a caccia di ricordi e loro si lasciano trovare dietro qualche angolo nascosto della città, pare lo facciano apposta come i bambini, quando giocano a nascondino. Ed è così che l’altra sera sono passato per caso in via IV Novembre, angolo via Duca del Mare e ho visto una triste postazione telefonica, là dove c’erano le mie care cabine telefoniche…
Tutti noi abbiamo luoghi a cui siamo legati indissolubilmente, sono quelli della nostra giovinezza. Possono essere bar, scuole, ma anche luoghi delle proprie comitive. Poi ci sono altri luoghi a cui proprio tutti siamo affezionati. Uno di questi è il pontile di Capo Portiere, dove ci affacciamo per ammirare il nostro splendido mare, con la suggestiva vista del Circeo, delle isole pontine e di torre Astura. Un altro luogo caro è il lago di Fogliano, dove regna il silenzio della natura, che per i momenti di riflessioni è il più indicato.
Poi ci sono dei luoghi che non esistono più, anzi esistono, ma solo nei nostri ricordi. Luoghi che hanno segnato un’epoca. Uno di questi è in via IV Novembre, angolo via Duca del Mare. Un luogo dove tutti i latinensi della mia generazione, almeno una volta nella vita, hanno telefonato dalle cabine telefoniche della SIP ex TETI oggi Telecom, fino alla fine degli anni ’80.
Nell’epoca degli anni ’70/80, per organizzare le uscite con gli amici bisognava telefonare, altrimenti le serate del sabato o i pomeriggi domenicali li passavi da solo. Se non eri a casa dovevi avere qualche gettone telefonico nelle tasche. Latina era disseminata di cabine che non erano mai vuote, c’era sempre qualcuno che telefonava e non finiva mai di parlare. Ti mettevi in fila e aspettavi, anche se, a volte, perdevi la pazienza e facevi il gesto di sbrigarsi all’occupante di turno.
Il caro gettone

Gettone telefonico prodotto dal 1945 al 2001
Molti genitori bloccavano con il lucchetto il telefono di casa, perché telefonare costava caro e se avevi la fidanzata lontana arrivavano bollette da capogiro, e i papà che pagavano si infuriavano non poco. Quindi, si cercava di recuperare qualche soldo per comprare i gettoni telefonici e andare a telefonare in giro per la città. Un gettone costava cinquanta lire nel 1972, cento nel 1980 e nel 1984 arrivò a duecento.
Se la telefonata era Latina per Latina, potevi parlare quanto ti pareva, ma se chiamavi la fidanzata romana, le cose cambiavano, soprattutto i costi. Il rumore della gettoniera era implacabile, li sentivi scendere giù velocemente, ti veniva l’ansia e cercavi di parlare più svelto possibile. Ricordo poche telefonate con un saluto finale, in genere terminava sempre con una frase mozzata. Poi se la fidanzata era del nord era ancora peggio, perché più lontano era l’interlocutore e più la telefonata era costosa.
Capitava di non avere gettoni a sufficienza per le interurbane, e allora c’era un altro luogo, dove andavo per fare le interurbane, era l’Hotel Europa a me molto caro. Nella hall c’era il portiere che ti dava la linea e ti faceva accomodare nella elegante cabina, ricordo ancora la porta di legno massiccio e la tappezzeria interna che attutiva le parole, e che non le lasciava uscire fuori come capitava in quelle della SIP.
Ma le cabine non servivano solo per telefonare, ma anche da riparo dagli improvvisi acquazzoni e, all’occorrenza, per scambiarsi qualche effusione con la propria ragazza. E servivano anche a qualche mio amico smaliziato, per far uscire gli studenti, ma soprattutto le studentesse, del “ragioneria” negli anni di piombo, bastava telefonare e dire che c’era un pacco sospetto e il gioco era fatto.
Il gettone morì nel 2001 con l’ingresso dell’euro anche se, in realtà, la sua lenta e inesorabile fine la decretò il cellulare a partire dal 1991. Ora ci si chiede spesso se è meglio oggi o meglio ieri, per me è sempre meglio domani, anche se questo “mostro” che ci portiamo sempre in mano, andrebbe governato. E prima o poi, nei luoghi pubblici, sono convinto che lo vieteranno come il fumo.
Il cellulare, internet, i social, hanno totalmente cambiato le nostre vite. Se prima c’erano sei gradi di separazione per arrivare a conoscere una persona, oggi ne bastano solo tre. Però, quanto mi mancano quelle romantiche cabine telefoniche, e soprattutto, quanto mi manca la mia giovinezza.


