L’archivio di Stato alla banca d’Italia? Ma metteteci la musica
23 Febbraio 2020Leggo su Latina oggi che il Comune vorrebbe trasferire nell’edificio della Banca d’Italia l’archivio di Stato, oggi “troppo decentrato”.
Chi di voi, intendo voi lettori, ha mai avuto bisogno, o ha fatto visita all’archivio di Stato?
Quanta gente “muove” l’Archivio di Stato?
Che valore aggiunto può avere la sua presenza nel vuoto del centro storico di Latina?
Il progetto di “trasferimento” dell’archivio in centro denota il fatto che l’amministrazione non ha neanche lontanamente in testa i bisogni di un centro cittadino, non che l’opposizione stia meglio: il centro storico di Latina ha bisogno di “attrattori” di traffico, non di diventare un museo. Bisogna poi portare non il passato in centro, quello pesa fin troppo, ma energie nuove.
Lo scandalo non è avere un archivio in periferia è avere il Conservatorio in periferia, il conservatorio Respighi è musica, è giovani, è vita di domani.
Tra docenti e studenti, più l’indiretto, girano intorno al conservatorio quasi 1000 persone al giorno, intorno all’archivio 20. Il conservatorio sarebbe vicino al teatro (ma quando lo riaprite?), vicino alle piazze, e metterebbe “suono” a piazza della libertà che è oggi meno viva del deserto del Gobi.
E l’archivio di Stato potrebbe andare in via Ezio, dove ora è ospitato il conservatorio, se proprio i documenti debbono stare al centro, senza nulla togliere all’archivio e alla sua funzione di memoria storia di una comunità che non ne ha.
Io ho fatto un esempio, ma l’unica cosa che non serve al centro storico è “non avere gente” ma prestigio. Già al prestigio e alla retorica questa città ha pagato troppo con quegli immensi spazi per le adunate ossequianti, chiese che il peccato erano i caffè, il commercio, lo scambio e la musica.
Metteteci la musica in centro, sarà finalmente un centro di vita e non un archivio di regimi morti.



Posto che l’Archivio di Stato non è uno scatolone di roba vecchia da mettere in cantina, ma un luogo importante per la vita di una comunità e di una nazione, per la ricerca storica, per la cultura e non solo, l’idea del Conservatorio è ottima! e veramente utile a portare vita e funzioni di qualità nel centro storico.
Tempo fa avevo apprezzato anche l’idea di Francesco Tetro di metterci la pinacoteca comunale( raccolta di pregio che oggi è “nascosta” nel palazzo della cultura, che potrebbe cosi evolvere in un vero museo del novecento italiano e altro, dialogando idealmente, per di più, con il grande dipinto di Cambellotti che si affaccia oltre la vetrata del palazzo della Prefettura…..). Detto questo, la prassi di incrementare il patrimonio pubblico comunale mediante l’acquisizione di edifici storici, che dispiace a Lidano per la sua inclinazione -per molti aspetti più che condivisibile- antistatalista e filo liberale, non è un delirio, ma può essere una buonissima pratica anche per mettere il Comune in grado di promuovere e controllare investimenti di partner privati nel riuso degli immobili, nonché raccogliere fondi strutturali in cofinanziamento per l’intervento pubblico etc..
Massimo, l’archivio di Stato è importante, è un patrimonio: ma la gente non ci va. Teniamolo in un luogo degno, ma nel centro storico portiamo traffico, movimento. Poi edifici privati non sono una offesa, sei più statalista di me